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Scuola, c’è una luce in fondo al tunnel: andare in classe non è mai stato così bello

Anche i più scettici hanno apprezzato il ritorno sui banchi, ma il grande timore ora è che tutto questo possa non durare

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Savona. Il ritorno dietro ai banchi di scuola dopo un periodo di didattica a distanza è di nuovo realtà anche nel savonese. Ma quali sono le sensazioni degli studenti tornati in classe? A raccontarcelo, su IVG.it, ci pensa proprio uno di quegli studenti che – in questi giorni –  ha spento microfono e telecamera e ha ripreso frequentare un istituto scolastico savonese. 

Non era mai apparsa così strana la nostra quotidianità (o meglio, le nostre ritrovate routine). Sembra un gioco di parole, ma invece è la sensazione provata da migliaia di studenti liguri degli istituti superiori di secondo grado, tornati tra ieri e oggi sui banchi per seguire le lezioni finalmente in presenza.

Nessun microfono da accendere, nessuna webcam da sistemare; è soprattutto da qui che sono partite queste giornate considerabili per certi versi storiche. Diversi ragazzi sono nuovamente usciti di casa alle prime luci del mattino, impattando con le rigide temperature invernali che probabilmente mai erano risultate così piacevoli.

L’ormai celebre e gettonata frase “prof stamattina ho dei problemi di connessione” è stata sostituita dal ritrovato incrocio di sguardi con i docenti che, così come gli alunni, all’inizio si sono sentiti un po’ spaesati, ma soprattutto felici. Ecco, forse è proprio questo il punto. Quando mai dei gesti così semplici e fino a poco tempo fa dati per scontati avevano prodotto una sensazione enormemente positiva e genuina? Difficile dare una risposta.

Dopotutto gli studenti all’inizio sembravano in larga parte favorevoli alla modalità a distanza: la possibilità di svegliarsi a pochissimi minuti dall’inizio delle lezioni, gli “aiutini” durante verifiche ed interrogazioni e tanti altri vantaggi. La dad era però appena stata introdotta e nessuno sapeva a cosa saremmo andati incontro. L’euforia dei primi giorni è così diventata con il passare del tempo un vero e proprio supplizio, con gli schermi dei computer sono diventati simili a delle gabbie, questi come le camere degli alunni.

Professori demotivati e ragazzi completamente stremati, questo era il quadro desolante riscontrato prima delle ristoratrici vacanze di Natale. Si pensava però che dopo quel periodo si sarebbe potuti tornare tra i banchi, ma anche gennaio è iniziato con il piede sbagliato a causa del rialzo dei contagi da Covid, costringendo a distanza per altro tempo gli studenti delle superiori. 

La mancanza di organizzazione però ha spinto i ragazzi a scendere in piazza, ottenendo alla fine il risultato sperato. Da oggi per tre settimane la didattica al 50% in presenza sarà garantita, restituendo una ventata di normalità che ormai sembrava soltanto un miraggio.

Probabilmente saranno i bigliettini cartacei ed i suggerimenti a tornare protagonisti, così come le battute tra amici e i rapporti “reali” con i prof. Lo svegliarsi la mattina presto, il timore per una verifica tanto annunciata quanto difficile, l0 stare insieme ai propri compagni; mai come in questi mesi ci siamo resi conto di quanto la scuola sia importante, con gli istituti diventati sinonimo di vita e normalità.

Nella speranza che presto la didattica a distanza diventi una risorsa e non un fastidio, ci si augura che si trovi il modo di garantire un’adeguata preparazione ai volenterosi studenti di oggi, scesi addirittura in piazza per difendere un diritto fondamentale: quello allo studio. 

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