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Scuola, anche la Liguria pronta a rinviare riapertura: “Andare per 2 giorni sarebbe insensato”

Si attende la decisione del governo prevista nelle prossime ore

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Liguria. Anche la Liguria è pronta ad adottare un’ordinanza per rinviare l’apertura delle scuole superiori: lo ha annunciato questa sera il presidente Giovanni Toti nel corso della consueta conferenza stampa. “Siamo in attesa delle decisioni del Governo che potrebbero arrivare in serata e siamo pronti a rispettarle – ha commentato – . Di fronte alla possibilità che la Liguria sia inclusa in una fascia di alto rischio, cosa che non possiamo escludere, sarebbe insensato mandare i nostri ragazzi a scuola dopo l’epifania per due soli giorni, per poi magari richiuderle da lunedì”.

“Occorre dare alle scuole una prospettiva sufficientemente lunga e, mi auguro, anche omogenea sul territorio nazionale. Sarebbe comunque opportuno per tutti che si conoscesse al più presto, possibilmente entro le prossime dodici ore, l’indirizzo del Governo. Non vorrei che nell’incertezza si aprano i licei per due giorni e poi si crei una situazione surreale per cui restano chiuse quattro settimane dopo aver cambiato le norme di contenimento del Covid”.

Tutto dipenderà insomma dalle decisioni del consiglio dei ministri convocato per questa sera. Con le regole attuali il 7 gennaio le scuole superiori riapriranno con lezioni in presenza al 50% in tutto il Paese. Ma con la nuova ordinanza del ministero della Salute, che vorrebbe abbassare le soglie di rischio calcolate sull’indice Rt, dall’11 gennaio la Liguria potrebbe tornare in zona arancione o addirittura rossa, “cosa che non possiamo escludere – ricorda Toti – se il governo deciderà una stretta sui parametri di valutazione”, col rischio di dover sospendere ancora una volta le lezioni in presenza.

“Se ci diamo un orizzonte lungo e il governo ci dice quali sono le intenzioni, noi siamo qua per collaborare, ma non per collaborare a ritardi o insensatezze – continua il presidente ligure -. Aspettiamo i provvedimenti. Se verrà approvato un decreto legge che chiarirà la situazione dell’istruzione lo valuteremo, ma se arrivassimo nell’incertezza più totale l’esigenza è quella di non aprire le scuole superiori solo giovedì e venerdì, nella speranza che questi quattro giorni possano portare a conoscere il quadro del sistema. Ma c’è bisogno di dare un orizzonte che sia sufficientemente lungo”.

Il concetto è questo: se il governo nelle prossime ore chiarirà che cosa succederà in caso di ingresso in zona rossa – stabilendo, ad esempio, che le scuole restano aperte in ogni caso – l’ordinanza rimarrà sullo sfondo. In caso contrario, anche Toti è pronto a intervenire con un provvedimento a breve termine, aggiornandosi “ad horas per capire che cosa fare” ed escludendo perciò un rinvio per tutto il mese. Veneto e Friuli Venezia Giulia invece hanno deciso lezioni a distanza fino al 31 gennaio, in Campania aule chiuse fino all’11.

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