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Savona 2021, Marco Russo: “Città senza bussola e senza meta, ma dobbiamo essere ambiziosi”

"Dobbiamo agire presto, perché la città soffre, è sporca, chiudono i luoghi di cultura e chiudono i negozi, le strade sono disastrose, i quartieri abbandonati"

Dobbiamo agire presto e dobbiamo essere ambiziosi, come giustamente è stato invocato proprio su IVG da Chiaramonti.

Marco Russo Savona

Dobbiamo agire presto, perché la città soffre, è sporca, chiudono i luoghi di cultura e chiudono i negozi, le strade sono disastrose, i quartieri abbandonati. È una città senza bussola e senza meta.

Inoltre il Covid sta lasciando e lascerà grandi sofferenze, individuali e sociali. Quindi, occorre rispondere subito ai bisogni immediati dei cittadini

Questo richiede interventi puntuali, come quelli indicati dai cittadini proprio su questo giornale, ai quali stiamo lavorando e di cui dobbiamo subito discutere concretamente.

Nel contempo però dobbiamo essere ambiziosi, perché dalle attuali condizioni si esce solo se si alza la testa, si guarda lontano: possiamo rilanciare Savona solo se non ci abituiamo al piccolo cabotaggio ma guardiamo alle migliori esperienze delle città italiane.

Per questo dico che dobbiamo partire dalla Agenda Urbana Europea, perché questo significa salire sulla locomotiva delle città che guardano al futuro. Ci sono due obiettivi che fanno il nostro caso: uno riguarda le imprese, innovazione, infrastruttura, che tiene insieme la ricerca scientifica, la transizione digitale; l’altro riguarda le Comunità sostenibili, che tiene insieme, welfare, rigenerazione urbana, consumo zero del suolo, cultura, mobilità, qualità dell’aria, verde.

In questo modo teniamo insieme due grandi necessità per la nostra città. Innanzitutto la necessità di un grande piano di welfare che aiuti i cittadini ad affrontare questo periodo di estrema sofferenza personale e sociale, mettendo in primo piano l’Ospedale, da un lato, e i quartieri, dall’altro: dobbiamo promuovere una rete di assistenza territoriale e un presidio dei quartieri, offrendo punti di riferimento alle persone per l’assistenza sanitaria periferica e per l’aggregazione sociale contro la solitudine a la sofferenza.

In secondo luogo, la necessità di un grande obiettivo di sviluppo che coinvolga tutte le componenti della città, il Porto, il Campus, il Turismo, il commercio, ecc…

È un discorso molto concreto, perché Agenda Urbana Europea, significa finanziamenti molto rilevanti che vengono concessi solo alle città che abbiano una progettualità di ampio respiro, inoltre ai finanziamenti europei si possono affiancare anche quelli provenienti da altre fonti, come la Fondazione De Mari che sta aprendo una importante fase di pianificazione di grande impatto sul territorio ma chiede agli enti locali di svolgere al loro parte.

Ciò richiede una visione strategica della città, quindi essere capaci di collegare tra loro i diversi temi, dal Porto, al Campus, al welfare, alla cultura, al turismo: per Savona non è obiettivo scontato, visto che abbiamo sempre proceduto per segmenti separati e ora, come detto, siamo senza bussola.

Dunque dobbiamo avviare subito un cammino dell’intera città, perché diventi capace di creare sinergia tra i diversi settori.

Per farlo abbiamo bisogno di obiettivi. Ne propongo uno, cui stiamo lavorando.

Lavoriamo tutti insieme per arrivare a candidare Savona a capitale italiana della cultura.

Oggi la candidatura a capitale della cultura non è rivolta alle solite Firenze, Venezia ecc. e non si basa necessariamente sul patrimonio artistico, ma riguarda le città che vogliono reinventarsi. I bandi quindi vogliono sapere perché una città si vuole candidare, quale identità propone, quali obiettivi di sviluppo si prefigge, e soprattutto se è capace di coinvolgere tutti i settori, l’economia, il sociale, la qualità urbana e ovviamente la cultura. Quindi candidarsi a capitale della cultura presuppone anche, per esempio, di riuscire a tenere pulita la città, progettare parcheggi e curare la qualità urbana.

Oggi Savona non è ovviamente pronta e sembra quasi paradossale proporlo. Invece dobbiamo credere che sia possibile e stiamo studiando un progetto per riuscirci: la città potrà essere pronta, a tempo debito, se tutti insieme lavoriamo in quella direzione, se individuiamo tutti insieme una identità condivisa e una prospettiva di sviluppo e creiamo sinergie tra i quartieri, il Porto, il Campus.

Come ho detto sopra, è un percorso che dobbiamo fare comunque ma porsi l’obiettivo di rispondere ad un bando, può agevolare il tutto.

In questo modo, teniamo insieme, il piano di welfare, la smart city, la rigenerazione urbana e il rilancio della cultura.

Ovviamente se partecipiamo dobbiamo proporci di vincere il bando, ma può essere decisivo il percorso in sé perché da solo può rimettere la città sui binari dello sviluppo.

Penso sia chiaro a tutti cosa significherebbe avviare questo cammino, in termini di finanziamenti e di ritorni economici e sociali per la città.

È un esempio di cosa significa cercare un modo ambizioso per uscire dalla crisi e per dare risposte concrete ai cittadini.

Marco Russo è candidato sindaco di Savona per “Patto per Savona”

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