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Saldi con il freno a mano tirato nel savonese, Federmoda: “Per i negozi perdite oltre il 50%” foto

Donata Gavazza, presidente provinciale, afferma: "Molte imprese commerciali in grave difficoltà"

Savona. “I saldi sono partiti con il freno tirato per le forti apprensioni degli operatori che hanno a che fare con i continui Dpcm che regolano aperture e chiusure dei negozi”. Lo afferma Donata Gavazza, presidente provinciale di Federmoda Savona-Confcommercio.

“E’ impossibile fare un raffronto con le vendite dell’anno scorso, quando i primi 10 giorni di gennaio i negozi sono stati aperti tutti e 10 i giorni, mentre quest’anno sono stati aperti a singhiozzo e con l’assenza della maggior parte dei clienti non poteva spostarsi”.

“L’anno è partito dunque già da un dato di perdita totale di entrate per i negozi del settore moda. E questo secondo noi sarà il trend per i saldi”.

Secondo Confcommercio sei italiani su dieci approfitteranno dei saldi per fare acquisti, ma la spesa destinata allo shopping scontato è stimata in 254 euro contro i 324 euro dello scorso anno: 70 euro in meno. Federmoda ha condotto un’indagine sulle vendite nei primi dieci giorni dell’anno e il 91% delle imprese intervistate evidenzia un preoccupante decremento delle vendite, con sei imprese su dieci che dichiarano un calo tra il 50 % ed il 55%.

Tra le altre variabili che hanno inciso “sulla forte crisi” che sta attraversando la categoria c’è anche la minore disponibilità di reddito e il contesto di crisi generale provocato dalle conseguenze della pandemia.

Poi c’è anche il massiccio utilizzo dello smart working sia nel pubblico che nel privato: “I consumi di moda sono crollati da quando chi era abituato ad andare in ufficio lavora da casa – riflette Gavazza – non c’è più bisogno di abiti nuovi per eventi, pranzi e impegni di lavoro perché si resta a casa, in tuta e ciabatte. Inoltre, è venuto a mancare lo shopping tourism, che portava 7,5 miliardi di euro, venuti meno completamente” aggiunge ancora la presidente Gavazza.

“Infine, sono scomparse tutte le occasioni di incontro, bloccate con i divieti di spostamento da un Comune all’altro. Il periodo dei saldi era anche un’occasione per spostarsi con la famiglia e passare una giornata fuori, specialmente nei giorni festivi: con l’inizio delle belle giornate le persone si riversavano in riviera ed univano l’ utile al dilettevole con i bimbi a giocare sulla spiaggia, senza contare l’assenza di grandi eventi come il Carnevale”.

A rincarare sul forte contesto di crisi e disagio: “La moda non è come gli altri settori che possono comprare giorno per giorno o settimana per settimana. I prodotti che oggi esponiamo nelle nostre vetrine li abbiamo comprati a gennaio dell’anno scorso e se restano in magazzino come è successo per la stagione primavera-estate, si svalutano completamente e noi non abbiamo la liquidità per fare gli ordini per l’anno successivo” conclude.

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