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Ristoranti aperti a cena contro il Dpcm: prende forma nel savonese l’iniziativa #IoApro fotogallery

"Abbiamo aperto non tanto per attirare clienti e fare fatturato, ma per dire 'Ci siamo, rispettateci!'

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Provincia. L’iniziativa di protesta che va in scena questa sera in tutta Italia con l’ormai noto hashtag #IoApro contagia anche il savonese, con alcuni locali aperti e qualche luce accesa in più.

Ad aprire l’iniziativa è Albenga con “Le 5.25 Ristorante& Pizzeria” di via Torlaro, che ha deciso di sfidare le inevitabili sanzioni tenendo aperto il locale con la scelta di un menù a libera offerta ai propri clienti.

Molti ristoratori e proprietari di bar che inizialmente avevano dato la propria adesione, nel corso di queste ultime ore ha rinunciato e si è tirata indietro, davanti agli appelli della prefettura e dei sindaci. Ma Luigi ed Eleonora hanno tenuto la barra e mantenuto il proposito di aderire alla protesta e difatti questa sera sono aperti dalle 19 alle 22.

L’annuncio in un post di Facebook che recita:

“Io apro perché non posso più aspettare
Io apro perché rispetto tutte le norme anticovid e le distanze previste
Io apro perché tra il pranzo e la cena non cambia niente
Io apro perché protesto pacificamente
Io apro perché amo il mio lavoro
Io apro perché voglio dire la mia #Ioapro – Questa sera 15 Gennaio 2021.
Vieni a trovarci, mangerai da noi scegliendo tu il prezzo da pagare. #le5e25Ristorante #ioapro #ioaprostasera”

“Abbiamo deciso di tenere aperto questa sera come segnale di protesta per queste norme che troviamo assurde – spiegano Eleonora e Luigi, titolari del ristorante – Non capiamo perché possiamo avere a tavola persone fino alle 18 e invece dopo diamo passibili di multa. Come se il virus andasse in letargo. Siamo consapevoli di quello a cui andremo incontro questa sera, con questa scelta, ma lo facciamo pubblicamente senza nasconderci per far capire che i ristoratori non sono gli untori”.

“Chiuderemo alle 22 e al sindaco Riccardo Tomatis dico che rispetteremo tutte le regole anti assembramento, come sempre, e se interverranno le forze dell’ordine saremo collaborativi, ma il nostro obiettivo è solo quello di lavorare e portare a casa i soldi necessari per sostenere le spese vive. I ristori sono solo gran belle parole, ma sono talmente irrisori e arrivano con tale ritardo che sono insufficienti” continuano.

“Vogliamo solo lavorare in maniera corretta e restare a galla se no saremo costretti a chiudere. Abbiamo ricevuto molte prenotazioni e ne abbiamo accolte solo in un numero tale che non provochi disagi e non superiore al numero che possiamo ospitare”, concludono.

 

A Savona ad aderire all’iniziativa #IoApro il ristorante Alchimia, in via Sormano: “Questa è l’unica protesta che possiamo permetterci in tempo di Covid – afferma la ristoratrice – Con la nostra protesta non stiamo dicendo che non esiste il virus. A pranzo possiamo lavorare, a cena no, il coprifuoco è alle 22, la gente è ammassata negli autobus, nei centri commerciali. Non ci dicono di chiudere del tutto, altrimenti dovrebbero aiutarci, allora ci dicono di rimanere aperti mezza giornata ma io con mezza giornata incasso un terzo”. Durante la serata, come era prevedibile, le forze dell’ordine sono entrate nel locale ad avvisare di una possibile sanzione per l’azione di apertura, in contrasto all’ultimo dpcm.

Ad Albissola Marina, due ristoranti hanno deciso di aprire questa sera. Si tratta della trattoria moderna “Sale fino” e la “Pizzeria Da Diego”. “Dobbiamo farci sentire perchè siamo la categoria più penalizzata. Questa pandemia non si cura sicuramente chiudendo i bar e i ristoranti. Considerando che abbiamo messo tutto in sicurezza per i nostri clienti, non vedo perchè non possiamo lavorare come tutti gli altri” commenta la titolare della trattoria, che ha organizzato un menù ad hoc per la serata straordinaria.

“Anche noi della Pizzeria Da Diego abbiamo deciso di partecipare all’iniziativa #IoApro per contestare il nuovo dpcm che mantiene chiuse le nostre attività, ma anche palestre, piscine, teatri e cinema, mentre le corriere sono piene come i mercati. Non capisco perchè noi siamo considerati gli untori del virus. La nostra protesta è pacifica” afferma il titolare della pizzeria albissolese – Abbiamo aperto non tanto per attirare clienti e fare fatturato, ma per dire ‘Noi ci siamo, rispettateci!'”.

“Diciamo che con l’asporto siamo riusciti a sopravvivere, e anche con un piccolo aiuto da parte dello Stato, abbiamo pertanto cercato di andare avanti, ma più passa il tempo e più la situazione si fa difficile e quindi speriamo che anche la nostra categoria sia più rispettata ed ascoltata” conclude il ristoratore.

 

Al coro di protesta si è aggiunta un’azione più silente e simbolica: “Teniamo le luci accese del nostro bar e la porta aperta. Il tutto per far sentire la nostra voce senza andare contro legge – ci tiene a dire la titolare del Be Pub di Cairo – Un’attività con la nostra, serale, non può certo andare avanti solo con asporto e domicilio. La nostra situazione è molto difficile, come quella dei nostri dipendenti, con una cassa integrazione minima e in ritardo. Chiediamo solo di fare il nostro lavoro con i dovuti distanziamenti”.

 

Anche a Celle Ligure alcuni ristoranti hanno aderito alla manifestazione lasciando le luci accese dei locali. Altri invece non hanno aperto.

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