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Riapertura scuole superiori: “Rischio di nuova e pesante ondata di contagi”

Lo studio Inail-Iss che mette in guardia dalla riapertura totale. Il governo ora valuta un nuovo slittamento

Liguria. Riaprire le scuole di ogni ordine e grado e riattivare completamente i contatti sociali senza misure restrittive potrebbe determinare “un’onda epidemica non contenibile”. È quanto afferma uno studio elaborato da Inail e Istituto superiore di sanità sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

E intanto il governo starebbe valutando un nuovo rinvio per il ritorno in classe delle superiori, con slittamento per tutti al 18 gennaio. Una resa, dopo lo spostamento già decretato dal 7 all’11 gennaio, che sarebbe spinta da un lato dalle ordinanze emesse da diverse Regioni – tra queste però non c’è la Liguria – e dall’altro dai timori degli esperti sulla crescita dei contagi.

Eppure l’analisi condotta da Iss e Inail “non permette di distinguere tra infezione trasmessa all’interno degli edifici scolastici e infezione trasmessa durante le attività peri-scolastiche”, cioè trasporti, assembramenti fuori dalle scuole, attività extra-scolastiche. “La riapertura fino alle medie – si legge – potrebbe avere “un impatto limitato”.
Secondo lo studio, poi, “allentare le restrizioni quando l’incidenza delle infezioni è ancora alta può portare a un rapido nuovo picco dei casi, e quindi dei ricoveri, anche se l’Rt è inferiore a 1. Nello studio è stato usato un modello di trasmissione del virus per stimare l’impatto di diverse strategie di mitigazione, introducendo anche la stima del rischio nei diversi settori”.

In assenza di sorprese da Roma, in Liguria da lunedì prossimo le scuole superiori saranno aperte per il 50% degli studenti grazie al piano di potenziamento dei trasporti messo a punto dalle Prefetture, con l’ingresso e l’uscita suddivisi in due turni che stanno dando filo da torcere ai presidi per la composizione degli orari. Ma gli sforzi di questi giorni potrebbero essere vanificati dall’ennesima giravolta. Il tutto, peraltro, con l’incognita della classificazione che arriverà entro oggi, anche se l’ingresso in zona rossa a questo punto appare davvero poco probabile.

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