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Protesta dei vigili del fuoco: carenza di organico nei distaccamenti savonesi

La denuncia del sindacato Usb che lancia un appello al prefetto e ai sindaci

Savona. “L’anno parte male, in quanto proprio la sede distaccata di Finale Ligure, una delle sette sedi della provincia, si presenta in versione ridotta…”.

Così l’Usb dei vigili del fuoco denuncia la carenza di organico nei distaccamenti del savonese: nel mirino non solo la sede finalese, ma anche l’ambito aeroportuale di Villanova d’Albenga e lo stesso contesto portuale di Savona.

“Le “partenze” sono oggi nella norma composte da squadre di 5 vigili del fuoco, ognuno con rispettive mansioni e compiti e già la versione da 5 per quanto ammessa da alcuni contratti di lavoro sottoscritti dai sindacati maggiormente rappresentativi presenta lacune strategiche e quindi maggior rischio per gli operatori nonché in contrasto col D.Lgs 81/08 in materia di sicurezza”.

“La squadra ridotta è ammessa solo in distaccamenti a carattere “provvisorio” o “misti”, ovvero composti da squadre di permanenti e volontari, abbastanza rari per fortuna” afferma ancora il sindacato.

“E’ evidente pertanto che la presenza di questa partenza ridotta sia un’evidente forzatura oltre che normativa, un servizio peggiorativo per la provincia savonese nonché per il comune finalese e zone limitrofe, dove anzi si è più volte immaginato ed auspicato l’ampliamento dell’organico ancor più in funzione degli incidenti abbastanza frequenti nel settore turistico-ricreativo dei bikers e dei climbers”

“Parallelamente si affacciano silenziosamente sedi totalmente “volontarie” (vedi Villanova D’Albenga) creando degli antagonisti in assenza totale di diritti, ma con identici doveri. Più volte capita che i vigili del fuoco lavorino fianco a fianco o siedano dentro lo stesso camion, uomini o donne che fanno lo stesso lavoro, ma che, finito il turno se tutto va bene, rientrino a casa delle rispettive famiglie e portino con sé, diverse tutele, diversi diritti e diverse economie”.

E ancora: “Non si può auspicare passivamente ad un anno migliore senza prendere posizioni o indirizzare la politica e quindi le economie, in funzione delle priorità, calpestando pesantemente la nostra Carta Costituzionale che si prefigge obiettivi ben più nobili, dignitosi quanto egualitari”.

“Vogliamo appellarci pertanto al prefetto Cananà ed a tutti gli enti coinvolti, compresi i sindaci, affinché si facciano carico di far emergere i limiti dell’attuale gestione in un ottica di restituire quella dovuta riconoscenza ai vigili del fuoco sempre pronti al servizio della collettività e pertanto ascrivibili al concetto di patrimonio del bene comune” conclude il sindacato.

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