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Pietra, mozione di Carrara: “Amianto su una proprietà del Comune a Ranzi, perché non è ancora stato rimosso?”

Richiesta anche "la bonifica integrale dall'amianto e dall'eternit da tutti gli stabili di proprietà del Comune di Pietra Ligure"

Pietra Ligure. La rimozione e bonifica dall’eternit dalla copertura dell’ex municipio di Ranzi, la messa in sicurezza della stessa tramite un fissaggio sicuro alla propria sede d’appoggio e la bonifica integrale dall’amianto e dall’eternit da tutti gli stabili di proprietà del Comune di Pietra Ligure. Sono queste le richieste avanzate dal consigliere comunale del “Polo di centrodestra per Pietra-Lista civica dei pietresi” Mario Carrara in una mozione presentata alla maggioranza del sindaco Luigi De Vincenzi.

Carrara rileva la (perdurante) presenza di lastre di amianto su una proprietà del Comune situata a Ranzi già oggetto di una precedente segnalazione e perciò ne chiede nuovamente l’immediata rimozione.

Di seguito il testo della mozione.

L’amianto e l’eternit sono da tutti universalmente considerati mortalmente pericolosi per la salute umana e tutti coloro che hanno responsabilità pubbliche si attivano per eliminare questo pericolo dall’ambiente. “Tutti” ma non il Comune di Pietra Ligure che, pur essendo investito del problema, non agisce per la rimozione totale dell’eternit dai suoi stabili comunali.

Questo è quanto è stato constatato durante l’ultimo Consiglio comunale, nel quale, a nostra precisa domanda all’assessore all’ambiente, se fossero state rimosse e sostituite tutte le lastre d’amianto dalla copertura del tetto di quella che, a Ranzi, era la sala grande del locale di proprietà del Comune che fungeva da ristorante pizzeria, è stato risposto di “NO”, “…solo quelle deteriorate..”, in quanto, a detta di “esperti”, le lastre di eternit in quelle condizioni, non costituirebbero “pericolo”.

E dire che le fotografie scattate dopo la tempesta di vento che aveva smosso e divelto parte dello stesso tetto erano chiare! Alcune lastre di eternit erano frantumate, sovrapposte le une alle altre ed in pezzi…; altre, precipitate nella strada pedonale sottostante, ridotte in scaglie e detriti si erano sparse qua e là… In ogni caso, ciò significava che tutto quanto era avvenuto perché, oltre alla furia del vento, la copertura non era ben assicurata alla sua sede; o meglio, dopo quasi 40 anni dalla sua realizzazione, non lo era più.

In questa circostanza il Comune, anziché agire subito per operare una bonifica integrale dello stesso tetto, eliminando tutto “l’eternit” canceroso, preferiva sostituire solo le lastre mosse e rotte, lasciando tutto il resto del tetto nelle stesse condizioni di prima. Veniva riferito che “esperti” avevano comunicato la “non pericolosità” dell’eternit, pur in quelle condizioni..! E che l’opera sarebbe costata ben €.15.000; quindi, che, accertata la “non pericolosità, non si era proceduto nella bonifica per risparmiare quella somma.

Ma, ci chiediamo….: ma non sono anni che da tutte le parti giungono esortazioni a rimuovere le lastre di eternit, composte anche da fibre di amianto ancora esistenti, dagli ambienti in cui si trovano, in quanto sicura causa cancerogena? E le lastre di eternit, specie quelle vecchie, non dovrebbero essere opportunamente spalmate di una vernice compattante proprio per diminuire i rischi di pericolosità di sfaldamento e sfarinamento e dispersione delle loro particelle nell’ambiente?? E se le lastre di eternit non fossero così pericolose, perché gli operatori abilitati alla loro rimozione dovrebbero agire solo con speciali precauzioni e coperti integralmente da speciali tute protettive? E come si fa ad escludere la potenziale pericolosità di quella copertura se è stato dimostrato che essa non era ben saldata alla sua sede, tanto da sollevarsene, cosa che potrebbe benissimo riprodursi una prossima volta, visto che l’intervento effettuato è stato limitato alla sola sostituzione delle lastre rimosse e deteriorate di eternit, senza che la restante parte sia stata nemmeno toccata?

E, ancora: come si può sostenere una politica ambientale nella quale “l’Ente pubblico” faccia opera di promozione ed esortazione al risanamento ambientale dall’eternit e dall’amianto nei confronti dei privati cittadini, se l’Ente pubblico “Comune” tollera di avere suoi stabili e fabbricati comunali coperti dalla stessa eternit, fatta anche in fibre di amianto?

Con che “autorevolezza” il Comune di Pietra Ligure potrebbe esortare i suoi cittadini alla rimozione dell’eternit dai tetti delle case, dai muri esposti a nord, dalle coperture dei garage, delle stalle, dei pollai, delle costruzioni in genere, se, poi, sono gli stessi stabili comunali ad esserne ricoperti ed il Comune, al di là di “pezze” e di “tappulli” d’emergenza fatti sul momento per evitare conseguenze e responsabilità, da dimostrazione di fare ben poco se non niente? Ripetiamo: che “autorevolezza” ha un Comune che si comporta così? Che, pur disponendo dei mezzi per farlo, non risana dall’amianto un suo stabile, preservando l’ambiente circostante dal suo possibile, eventuale inquinamento?

In Italia, mentre si continuano ancora a celebrare processi per morti da inquinamento da amianto ed a proporre cause civili e penali per l’esposizione ambientale allo stesso amianto, siamo, forse, uno dei pochi casi in cui, pur nella piena consapevolezza dell’esistenza eclatante di amianto negli stabili di proprietà dell’Ente pubblico “Comune di Pietra Ligure “, NON si agisce per intervenire con una bonifica radicale e completa, esponendo la cittadinanza e l’ambiente all’esposizione al pericolo da questo inquinamento.

Ed il fatto che nel caso di Ranzi esista “il pericolo” è vero in ogni caso, perché, anche fosse ammesso e non concesso che non costituisse “pericolo” l’eternit dell’esistente copertura, il pericolo c’è e resta perché non è da escludersi che la stessa situazione di “sollevazione” e frantumazione delle lastre possa riproporsi di nuovo, visto che nulla è cambiato circa la sua fissità alla struttura e tutto è rimasto come prima: se la copertura è stata divelta prima, perché non dovrebbe esserlo di nuovo con nuovi colpi di vento?

È forse questa una politica “ambientale”? No, questa non è per niente una politica ambientale, perché in quest’occasione l’amministrazione del Sindaco De Vincenzi ha dimostrato, nei fatti, di non “voler” fare ciò che in ogni altra parte d’Italia ci si affanna, invece, a fare per risanare il territorio da questa piaga.

Per tutto quanto sopra esposto, chiediamo che il Consiglio comunale approvi la presente mozione nel dispositivo che segue:

Il Consiglio comunale di Pietra Ligure impegna il Sindaco e la Giunta ad effettuare tempestivamente: a) la rimozione e bonifica dall’eternit dalla copertura del locale pertinenziale all’edificio già sede del Municipio di Ranzi, nonché alla messa in sicurezza della stessa tramite un fissaggio sicuro alla propria sede d’appoggio.; b) la bonifica integrale dall’amianto e dall’eternit da tutti gli stabili di proprietà del Comune di Pietra Ligure.

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