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No all’asporto dalle 18 per non favorire la “movida”: il ministro Speranza confonde i bar con le discoteche?

Saranno confermati probabilmente i divieti di spostamento tra piccoli Comuni ma con milioni di persone in giro nelle grandi città

Savona/Provincia. Mai più, quando abbiamo chiamato questa rubrica h18 e l’abbiamo collocata a quell’ora per analizzare o commentare quello che ci sembrava il fatto del giorno, il sottoscritto e il direttore Andrea Chiovelli potevano pensare che le 18 di ogni giorno sarebbero diventare la barriera che avrebbe fatto chiudere i bar e zittire le nostre città.

Alle 18 di oggi non si può che dare una spolverata alle ultime indiscrezioni sul nuovo Dpcm che sta prendendo forma , mentre ci guardiamo intorno cercando di rispondere alle domande (“Tu che fai il giornalista…”) di chi chiede di quale colore sia oggi la giornata, di come sarà domani e di quando si tornerà alla normalità.

Tra le stranezze del giorno bisogna subito segnalare che il ministro Cuor di leone Speranza, con tutte le cose che ha da fare, ha pensato bene di proibire l’asporto dopo le ore 18 come provvedimento anti movida. A parte che non crediamo che l’asporto crei assembramenti (dalle nostre parti no di certo, forse nelle grandi città di più), pensavamo che la dizione “movida” non si riferisse a chi aspetta un aperitivo ma a chi frequenta le discoteche, genere morto e sepolto.

Dicevamo del ministro Speranza, ingiustamente definito rigorista, che a tempo debito tornerà a proporre la libera circolazione nelle grandi città, con occasioni di assembramento tipo Fiumara a Genova, e ci impedirà di attraversare il ponte che divide le due Albissole.

Per quanto riguarda un ritorno alla “normalità”, restiamo dell’idea, espressa più volte, che così si potrà definire una situazione che consenta lo spostamento tra regioni, mangiare al ristorante alla sera e finire la notte in discoteca. Vaccina e vaccina, aspetta i risultati, spera nell’immunità di gregge: ne parliamo per la primavera del 2023, se siamo fortunati.

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