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“Nel 2021 probabile ripristino del Corpo Forestale dello Stato”: l’auspicio dei Verdi savonesi

"Ripetuti passaggi di fuoristrada in zone di grande valore per la biodiversità non devono più ripetersi, serve prevenzione"

Savona. “Nei giorni scorsi le ‘Guardie Ambientali Volontarie’ del WWF hanno denunciato danni seri ai bellissimi prati situati in un’area all’interno del Parco Naturale Regionale del Beigua. Sono stati riscontrati profondi solchi nel terreno causati da ripetuti passaggi di fuoristrada in zone di grande valore per la biodiversità, tutelate in quanto habitat inseriti nella ‘Rete Natura 2000’. Purtroppo azioni simili che compromettono componenti essenziali del “paesaggio” ligure erano già state segnalate negli scorsi anni. Questi episodi non devono più ripetersi e deve essere rafforzata l’azione di prevenzione”.

A parlare, in una nota, è il portavoce della “Federazione dei Verdi” della provincia di Savona Gabriello Castellazzi.

“Per questo i Verdi – spiega – guardano al 2021 con la speranza di vedere ripristinato il “Corpo Forestale dello Stato” soppresso illegittimamente dal governo Renzi. Secondo Angelo Bonelli (Coordinatore Nazionale della Federazione dei Verdi) ‘il decreto Madia del 2016 ha lasciato un grande vuoto dal punto di vista del presidio del territorio, della tutela dei boschi e della biodiversità, ecco perchè si ritiene necessario il ripristino del Corpo Forestale dello Stato in una visione nuova, al passo con i tempi e le problematiche attuali’. Quale fatto nuovo ravviva la speranza che le circa 7500 ex-Guardie Forestali possano finalmente tornare allo status giuridico precedente, reinserendosi nei programmi operativi del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali?”.

“L’ ottimismo deriva dal pronunciamento dell’Avvocatura dello Stato – prosegue Castellazzi – che relativamente alla militarizzazione forzata del Corpo Forestale nei giorni scorsi ha dichiarato come il provvedimento abbia clamorosamente violato la ‘Convenzione europea dei diritti dell’uomo’ e quindi sia possibile annullare una delle norme più criticate, inutili e dannose del ‘rottamatore’ Renzi. Nel 2016, con il suo decreto, 6400 Guardie Forestali passarono all’Arma dei Carabinieri, 350 ai Vigili del Fuoco, 125 alla Polizia di Stato, 45 alla Guardia di Finanza e circa 600 furono collocate in mobilità e destinate alle Amministrazioni che avevano bisogno di personale”.

“In conclusione una riforma sbagliata che ha causato danni e spreco di risorse – precisa il portavoce dei Verdi savonesi -. In diverse regioni ci sono già state petizioni e raccolte di firme di tanti cittadini che ritengono necessario il ripristino e il potenziamento del Corpo Forestale; una risorsa della nostra Repubblica con origini antiche, essendo stato istituito nel 1822 nell’allora Regno di Sardegna (l’Arma dei Carabinieri venne fondata nel 1814, sempre sotto il Regno di Sardegna e con funzioni completamente diverse). Il Corpo Forestale già allora era specializzato nella difesa del patrimonio boschivo, nella tutela dell’ambiente e del paesaggio e per la sicurezza della filiera agro-alimentare; è per questo che oggi è necessaria la sua nuova rinascita”.

“Secondo i dati del ‘Rapporto Ecomafie 2019’ di Legambiente, la Liguria è undicesima in Italia per quanto riguarda gli illeciti riferiti al ciclo dei rifiuti, con 242 infrazioni accertate. La provincia di Genova guida la classifica con 78 infrazioni, seguita dalla provincia di Savona con 34 – scrive ancora Castellazzi -. Poi ci sono i reati relativi all’utilizzo illegale di pesticidi messi al bando perché cancerogeni. Crescono ancora quest’anno i reati contro la fauna (bracconaggio, ecc.). Tra quelli connessi agli incendi boschivi (dolosi e colposi) e sempre dal dossier di Legambiente, apprendiamo come la Liguria risulti sesta tra le regioni italiane. Nel 2018 si erano registrati 122 incendi boschivi, 96 nel 2019 (un numero minore, comunque disastroso per una regione particolarmente colpita ogni anno dal dissesto idrogeologico). Pur essendo vitale l’azione dei Vigili del Fuoco e dei Volontari Antincendio per limitare i danni alle persone e all’ambiente, l’opera di prevenzione e di controllo di un Corpo Forestale è fondamentale”.

“In questo gennaio 2021 dovrebbe iniziare, presso la ‘Commissione Affari Costituzionali e Difesa della Camera dei Deputati’, la discussione di tre proposte di legge presentate da parlamentari di diverse parti politiche e modificare la riforma Renzi-Madìa, ricostruire il Corpo Forestale a tutela del patrimonio ambientale e per il benessere delle generazoni future” conclude.

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