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Milite rifiutato dal dentista e negazionisti social. Croce Bianca Savona: “Prima eravamo eroi, ora siamo discriminati” foto

"Fortunatamente c'è anche chi comprende il lavoro e il nostro coraggio"

Savona. Un dentista si rifiuta di fare un controllo a un milite perchè “paziente rischioso”, volontari i cui datori di lavoro “intimano” loro di smettere di prestare servizio in Croce, diffidenza e commenti pesanti sui social. Sono queste le situazioni spiacevoli che sono costretti a sopportare (ancora oggi) i militi della Croce Bianca di Savona, tutti quei volontari che, ancor di più con la pandemia, si sono dovuti “rimboccare le maniche” in sicurezza per aiutare chiunque abbia bisogno di soccorso.

L’apice era stato raggiunto a novembre, quando, sotto una foto raffigurante diverse ambulanze in fila per essere sanificate all’ospedale San Paolo, alcuni utenti hanno lasciato commenti negazionisti come: “Questa è una bugia e un teatro che opera in tutto il mondo. Alle macchine viene ordinato di portare tutti in un ospedale e si mettono in fila e gli altri ospedali sono vuoti. Finché permetti a te stesso di essere ingannato, il ‘virus’ esisterà. L’ospedale riceve 5.000 euro per ogni persona deceduta, quindi tutte le statistiche sono fittizie”.

Da ultimo, la recente vaccinazione anti-Covid effettuata dai militi della Croce Bianca di Savona ha scatenato altre reazioni poco felici come: “La barzelletta del primo dell’anno […], se non lo fanno perdono l’impiego che sia volontario o meno. Roba da matti, altro che vaccino, qui ci vuole il lavaggio del cervello” scrive un utente, ma non è certo il primo che non ha preso di buon occhio la vaccinazione dei militi, facendo riferimenti a “pubblicità”: “Poca informazione ormai, molta propaganda” si legge in un altro commento e ancora: “Sembra una gara a chi lo fa per primo… ridicoli”.

Ma gli episodi che sono costretti a subire i militi non sono finiti qui. Recentemente, un dentista si è rifiutato di fare un controllo odontoiatrico, perchè il milite è considerato una “persona a rischio”. Ma le conseguenze dell’essere nel pronto intervento al tempo del Covid si respirano anche al lavoro: alcuni militi hanno dovuto allontanarsi dalla pubblica assistenza in quanto intimati dal datore di lavoro di sospendere la loro attività di volontariato. La motivazione sarebbe legata all’evitare di trasmettere sul luogo di lavoro e ai colleghi un eventuale virus.

Una serie di gesti e situazioni che forse è esagerato definire “di discriminazione” ma che certamente rendono ancora più difficile il lavoro di tutti quei ragazzi e ragazze, uomini e donne che, nonostante la paura di essere contagiati e di portare il virus a casa di famigliari, parenti o amici, continuano a essere in prima linea, pronti per il prossimo soccorso. “A ogni intervento siamo prudenti, ma la preoccupazione c’è sempre. Indossiamo e mettiamo in atto tutte le precauzioni richieste, ma la paura viene anche dopo tutte le sanificazioni, quando incontri i tuoi genitori e hai il timore di poterli contagiare” ci racconta il 24enne Luca Burlando, volontario della Croce Bianca di Savona.

All’inizio era ancora più difficile – spiega Giovanni Carlevarino, presidente della Croce Bianca -, quando non si trovavano i dispositivi di protezione individuali come le mascherine. In questo i nostri sostenitori ci hanno aiutato molto, inviandoci il materiale in sede. Ma la ricerca è stata continua e sofferta”. Il supporto di buona parte della popolazione, a dispetto dei critici, è molto forte: “Ci hanno mandato e continuano a mandarci aiuti economici, dpi, alimenti come pizze, focacce e pasticcini – ci tiene a dire lo storico volontario Rino Lupo – e di questo ne siamo molto felici. Riserviamo un grandissimo ringraziamento a ogni nostro sostenitore!” .

Di fronte ai tanti episodi negativi che ci fanno male, siamo orgogliosi che si contino anche grandi manifestazioni d’affetto – riprende Lupo – Fortunatamente abbiamo spalle forti. Ma di fronte all’impegno che ci mettiamo ogni giorno e ogni notte, ricevere questi commenti non è facile. Abbiamo avuto momenti di sconforto, ma tra noi militi si è formata un’unione al pari di una famiglia e superiamo anche questi momenti perchè siamo fatti così: mettiamo davanti a tutto il bene delle persone, oltre i pareri di molti”.

Un ringraziamento – conclude Lupo – lo dobbiamo al presidente della Croce Bianca di Savona che ci sta aiutando moltissimo con il suo supporto morale. Incredibile è anche come si rapporti con i nuovi ragazzi che vorrebbero entrare a far parte del mondo del volontariato, trovando sempre le parole giuste”.

 

 

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