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Maltrattamenti in Rsa di Varazze, mercoledì l’interrogatorio delle Oss arrestate foto

Gli inquirenti stanno ultimando le analisi del materiale sequestrato, nel frattempo dopo gli articoli altre persone stanno contattando la Finanza per segnalare episodi simili

Varazze. Verranno sentite mercoledì prossimo, salvo rinvii dell’ultima ora, le tre Oss arrestate ieri dalla Guardia di Finanza di Savona con l’accusa di violenza e maltrattamenti nei confronti di più ospiti della struttura dove lavorano, la Rsa La Villa di Varazze. Ad essere sentite dal gip Ceccardi saranno Simona Siccardi, 48 anni, di Savona; Rossana Barigione, 58 anni, di Varazze; e Natalina Minasi, 64 anni, di Genova. Tutte e tre sono incensurate.

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In queste ore gli inquirenti stanno ultimando le analisi del materiale sequestrato ieri, tra cui le cartelle cliniche di alcuni pazienti. Nel frattempo, dopo la pubblicazione degli articoli sulla vicenda, alcuni familiari stanno contattando la Guardia di Finanza per segnalare episodi simili: anche queste testimonianze sono al vaglio degli uomini del Nucleo Polizia Economico Finanziaria (comandati dal maggiore Danilo De Mitri) e della Procura.

IL BLITZ

L’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari è stata messa dal Gip del Tribunale di Savona al termine di una complessa indagine, durata alcuni mesi, durante la quale sono stati documentati numerosi e reiterati episodi di violenze fisiche e verbali. Bruschi strattonamenti dei pazienti durante le operazioni di pulizia personale e cambio degli abiti, fino ad arrivare a veri e propri schiaffi, accompagnati da insulti, minacce e imprecazioni proferiti dalle tre operatrici, cui corrispondono grida di dolore, pianti e implorazioni delle vittime.

Molto spesso, durante l’orario di lavoro, gli anziani pazienti sarebbero stati lasciati incustoditi, senza che venissero soddisfatte le loro reiterate richieste di assistenza, attivate dagli ospiti anche attraverso i campanelli posti nelle vicinanze dei letti. “Gli anziani venivano anche minacciati di essere lasciati senza i pasti – spiegano dalla Finanza – fino al rischio di essere legati al letto e percossi, solo per aver ‘disturbato’ le operatrici con le loro richieste di assistenza, peraltro più che legittime e pienamente rientranti nei doveri lavorativi delle tre arrestate”.

Le condotte contestate alle arrestate sono di assoluta gravità e durezza – fa sapere il Comando provinciale – prive dei più elementari sentimenti di umana compassione. Comportamenti per i quali l’autorità giudiziaria ha contestato altresì l’aggravante dell’abuso di prestazione d’opera e della minorata difesa delle vittime, molte delle quali non autonome a causa delle infermità che le affliggono”.

IL SUPERVISORE: “FULMINE A CIEL SERENO”

“Un fulmine a ciel sereno. Naturalmente sono disponibilissimo a collaborare con la Magistratura fornendo tutta la documentazione che richiederà”. Così, a poche ore dal blitz della Guardia di Finanza , il dottor Michele Assandri, supervisore d’area della struttura di via San Francesco d’Assisi, raggiunto da IVG nel suo ufficio di Genova.

“Sono dispiaciuto e profondamente colpito per quanto avvenuto nella Rsa – spiega – Non ho mai avuto sentore di maltrattamenti o cose simili altrimenti, ovviamente, li immediatamente denunciati”.

ASL: “SOLIDARIETA’ ALLE FAMIGLIE, PRONTI A TUTELARCI”

In una nota Asl2 ha espresso “sconcerto per l’accaduto e solidarietà agli ospiti che hanno subito violenza e alle loro famiglie”; dichiara inoltre di “volersi tutelare in ogni sede per qualsiasi possibile danno se verranno confermate le pesanti accuse emerse nei confronti del personale operante nella struttura”.

L’Azienda precisa che “attualmente sono in vigore per la società Plancia srl che gestisce la struttura ‘La Villa’ di Varazze tre autorizzazioni: una come residenza psichiatrica con autorizzati 33 posti letto; una come Rsa post acuto e mantenimento autorizzata per 67 posti letto; una come autorizzazione per centro diurno per Alzheimer di 10 posti letto, al momento chiuso per Covid. Ciò per un totale complessivo di 100 posti letto di residenziali e 10 semiresidenziali”.

“Dei cento posti attualmente attivi risultano essere in convenzione tramite contratto con Alisa e Asl2 76 posti, 30 per la parte psichiatrica e 46 per le Rsa; di questi posti alcuni sono occupati da pazienti provenienti da Asl3. Nel corso degli ultimi 12 mesi sono stati effettuati diversi sopralluoghi, tra i quali l’ultimo risale al 12 gennaio 2021, anche a causa di focolai Covid-19 che hanno richiesto un frequente monitoraggio alla struttura da parte di Asl2”.

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