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Loano, le minoranza attaccano: “La giunta ha abdicato al suo ruolo di governo, il paese lasciato a sè stesso”

La minoranza ha presentato una mozione che è stata approvata

Loano. Continua a far discutere l’ultimo consiglio comunale di Loano, tenutosi mercoledì scorso, e chiamato a discutere ed approvare il bilancio preventivo e diverse pratiche di natura commerciale.

I consiglieri di minoranza di LoaNoi (Paolo Gervasi, Daniele Oliva e Patrizia Mel) e del gruppo Pd/Da sempre per Loano Roberto Franco e Giulia Tassara hanno ripercorso le fasi dell’adunata, sottolineando ancora una volta la “spaccatura” tra il gruppo costituito da Jacopo Tassara, Luana Isella, Francesco Paganelli e Noemi Casto ed il resto della maggioranza del sindaco Pignocca.

Di seguito riportiamo integralmente l’attenta disamina dei due gruppi di minoranza.

Mercoledì 30 dicembre il Consiglio Comunale, come ultimo atto dell’esercizio in corso, discuteva sul Bilancio preventivo per gli anni 20121 / 2023. Fin qui parrebbe tutto d’ordinaria amministrazione se non fosse che già nella fase preliminare del Consiglio stesso un Gruppo di quattro Consiglieri di maggioranza si dissociava dalle politiche programmatiche della giunta determinando di fatto, in termini numerici, la dissoluzione dell’Amministrazione Pignocca. Questi i fatti a meno che il pellegrinaggio, si dice, di “autorevoli” esponenti del piccolo mondo leghista, dopo aver disquisito se Greta (a proposito benvenuta – nata nella notte di San Silvestro) a causa del colore della sua pelle potesse dichiararsi Ligure o no, abbia convinto il Presidente Toti ad una reprimenda sui “rivoltosi loanesi”.

Ora tutto questo a noi appare semplicemente irreale perché, sino ad ieri, abbiamo sempre notato che su argomenti del genere la stampa è sempre corsa a fare notizia sulla primogenitura dell’accaduto. A Loano invece la vicenda si è evoluta con una semplice relazione sui fatti amministrativi, per giunta riportando le veline di progetti e programmi obsoleti e già presentati e mai realizzati nei precedenti bilanci. Vogliamo chiamarla censura? Attendiamo l’esito di questo nostro comunicato.

Ma con ordine riviviamo la serata, come detto, nelle comunicazioni i Consiglieri Jacopo Tassara (nominato poi Capo Gruppo), Noemi Casto, Luana Isella e Francesco Paganelli informano il Presidente del Consiglio che, considerata la totale ignorabilità che rivestono sulle scelte della Giunta Comunale, lasciato il Gruppo di maggioranza per costituirne uno proprio. Correttamente voteranno tutti gli atti inerenti al bilancio e si riserveranno ogni futura decisione.

Il Bilancio, come rimarcato, non presenta nulla di nuovo e si ritrovano per l’ennesima volta i programmi elettorali di “Pignocca Sindaco”. Riportiamo i più significativi: Passeggiata a Ponente (non sono bastati neanche i Vigili del Fuoco che la hanno bloccata temporaneamente ad accelerare l’iter della pratica); Caruggetti Orbi (la favola del paese) e tra le altre cose manutenzione straordinaria del PalaGarassini (ennesimo scempio dell’Assessore alla Città dello Sport). Si passa poi a suon di trombe alla annunciazione che Imu e Tari non subiranno alcun rincaro. Ora il documento presentato è stato ricco di ricorsi alla pandemia in corso per trasformare il tutto in azioni di buonismo. Ora con un sufficiente “Cum grano salis” vediamo difficile ogni forma di aumento a carico di proprietari di immobile che a causa del “confinamento” (lockdown ci piace meno) hanno solo parzialmente usata la propria casa. Eguale riferimento va fatto alla Tari aggiungendo che buona parte della gabella dovrebbe essere ridotta, per quei commercianti che a causa della pandemia non hanno potuto svolgere la pertinente attività e conseguentemente conferire rifiuti. Il documento è, comunque, approvato da tutta la maggioranza, compreso il gruppo dissidente.

Le prime schermaglie arrivano da una mozione presentata dal Vice Sindaco che, avendo fiutato aria di ammutinamento manda segnali al bacino di voti altrui e, ricordandosi di essere europeo, sciolina una serie di azioni ed inadempienze del Parlamento Europeo, relative alla Bolkestein, a totale sfavore dei nostri Stabilimenti Balneari. In preda a “trance” di prestazione se la prende con tutti compresi membri della propria coalizione, quella originale (oggi lo sappiamo leghista, ma ci ricordiamo gioire all’inizio di questo lustro per la mancanza presenza di rappresentanti della lega) creando notevole imbarazzo. Il nuovo Gruppo Consigliare, a difesa delle proprie origini e dello stesso Sindaco, presenta un emendamento. Oramai il “celodurismo” dilaga e l’emendamento potrebbe essere accettato solo con una ridicola apertura dell’aspirante capitano; il Sindaco più ragionevole propone una sospensione, ma ci vorrà più di una mezzora per arrivare ad una risoluzione che verrà accettata poi da tutti i Gruppi Consiliari.

Veniamo ora al “Coup de Theatre” il PD Da sempre per Loano, come primo firmatario seguito dalla Lista Civica Loanoi, presenta una mozione, divisa in due parti: la prima con oggetto trasferimento di un punto vendita (supermercato) in Zona Rolandette; la seconda, conseguente alla prima riguardante l’adozione di un “Piano del Commercio” ormai latitante da troppi anni nel nostro paese. La mozione, inerente alla prima parte, fa riferimento ad una precedente riunione dove erano state date tutte le garanzie tecniche sulla fattibilità dell’opera, ma alle minoranza politicamente rimane incomprensibile come sia possibile autorizzare un’attività commerciale in un area classificata “zona esondabile a pericolosità di inondazione molto elevata e denominata Fascia A (zona rossa)”. Peraltro non risulterebbe esserci neanche, considerato che la normativa del Piano di Bacino parrebbe essere assai stringente, il parere tecnico di un geologo. Ovviamente nessun assessore ha fornito dichiarazioni in merito, trincerandosi su una più facile esaustività delle dichiarazione dell’Ufficio Tecnico, rilasciate in commissione.

Più travagliata la richiesta dell’immediata esecuzione di un Piano del Commercio, il Sindaco ha sostenuto che i tempi non risultano neanche sufficienti all’affidamento di un incarico. Sta di fatto che le ragioni della minoranza vertevano in maniera più radicata all’esigenza oramai radicata della necessità di far ordine in un settore che oggi subisce la pandemia ma che ha la necessità di essere indirizzato e regolato nei nuovi piani di sviluppo.

Si tralascia tutta la discussione dove ogni parte si arrocca sulla proprie convinzioni, prendono la parola Sindaco ed Assessori che con eccezione della signora Rocca che si dichiara favorevole alla mozione, anticipano in forma decisamente “democratica” che non parteciperanno al voto.

L’esito del voto sancisce con 9 voti favorevoli ed una astensione del Presidente Bocchio (insieme al Sindaco ed agli Assessori Burastero, Letttieri, Zunino – in precedenza aveva lasciato il Consiglio il Consigliere Mangiola) l’accettazione della mozione.

La Consigliera Isella chiede chiarimenti al Presidente cosa voglia dire l’uscita dall’aula della Giunta, la risposta imbarazzare fornita è stata quella che anche le minoranze hanno in precedenza abbandonata l’aula.

Ora ci preme ricordare a chi con più di 4 lustri occupa gli scranni del luogo più istituzionale del paese, che ogni qualvolta le minoranza hanno lasciato l’aula è stato perché si sono viste private dell’esercizio più naturale della parola e della discussione, non si è mai visto che una maggioranza, uscendo, lasciasse il paese in balia di se stesso, fatta eccezione per l’ipotesi che gli stessi oramai avessero abdicato al loro ruolo di governo, con la gioia della stragrande maggioranza dei loanesi.

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