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La Liguria va verso due settimane in zona gialla: domani la decisione

A sostenerlo è il responsabile della prevenzione di Alisa, Filippo Ansaldi. Rt a 0,87 e posti letto occupati sotto la soglia critica

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Liguria. La nostra regione si appresta a entrare in zona gialla per le prossime due settimane. A sostenerlo è il responsabile della prevenzione di Alisa, Filippo Ansaldi, che oggi durante la conferenza stampa di aggiornamento sull’emergenza coronavirus col presidente Giovanni Toti ha illustrato i dati inviati all’Istituto superiore di sanità in attesa della cabina di regia di domani dalla quale dipenderanno le nuove ordinanze del ministro Speranza.

“In seguito a due settimane con performance da zona gialla si passa a due settimane in zona gialla“, spiega Ansaldi citando il Dpcm in vigore. Le ordinanze, tuttavia, restano in vigore per un periodo minimo di 15 giorni “salvo che dai risultati del monitoraggio risulti necessaria l’adozione di misure più rigorose”. Quindi nulla esclude che la Liguria possa tornare arancione, se i numeri torneranno a peggiorare.

Al momento il valore Rt funzionale alla definizione dello scenario corrisponde a 0,81 (il valore medio di Rt sintomi è 0,87), dunque ampiamente sotto la soglia 1 che da sola è sufficiente a determinare l’entrata in zona arancione, come era successo due settimane fa. I posti in terapia intensiva sono occupati da pazienti Covid al 30% (esattamente sulla soglia), quelli in area medica al 35% (sotto la soglia che è 40%). L’incidenza, la settimana scorsa, è di 1,78 casi ogni 10mila abitanti.

Cifre simili designerebbero un rischio “moderato o basso” e quindi la permanenza in zona gialla. “È indispensabile il rispetto delle misure dopo l’allentamento – ricorda Ansaldi – anche perché se no rischiamo un continuo passaggio da zona gialla a zona arancione. Questo è un invito chiarissimo a rispettare le norme”.

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