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Iscrizioni anno scolastico, il vescovo Calogero Marino: “Religione cattolica esperienza didattica e culturale”

L'invito a famiglie e ragazzi: "Non è catechismo, ma una opportunità da non trascurare"

Savona. “Scadrà il 25 gennaio il termine per le iscrizioni al prossimo anno scolastico 2021-2022. In questa occasione, una delle scelte significative che le famiglie dovranno operare, se lo desiderano, è quella per l’insegnamento della religione cattolica, che rimane una esperienza didattica, pedagogica e culturale ancora apprezzata da tante persone nel nostro Paese. Non si può non riconoscere, infatti, che i valori del cattolicesimo sono parte integrante e costitutiva della vita, della storia, dell’arte e delle tradizioni del popolo italiano”.

Così il vescovo della Diocesi savonese Calogero Marino in una lettera aperta rivolta al prossimo anno scolastico e all’insegnamento della religione cattolica come patrimonio formativo della nostra cultura e civiltà.

“Con l’insegnamento della religione non si va alla ricerca di seguaci, né si fa catechismo a scuola, ma si collabora, all’interno di un piano educativo ampio, organizzato e condiviso, quello della scuola, allo sviluppo della conoscenza e alla costruzione di un bagaglio di competenze indispensabili per orientarsi nella complessità”.

“Per tale insegnamento, pertanto, la scelta gioca un ruolo fondamentale ed una rilevante consapevolezza, in quanto si tratta di una materia che mira allo sviluppo integrale della persona dello studente, all’acquisizione di capacità critiche e di giudizio e al tentativo di offrire un senso cristiano alla vita; per seguirla, però, non necessariamente bisogna per forza essere credenti”.

“Inoltre, nell’ora di religione si insegna anche ad essere aperti al confronto e al dialogo con tutte le culture e con tutte le religioni: non a caso, in alcune realtà, sono sorte collaborazioni con le Comunità religiose non cristiane presenti sul nostro territorio”.

“L’ora di religione, poi, può diventare per ogni ragazzo un momento di chiarificazione, di equilibrio e l’occasione per raggiungere significative competenze emotive, in un momento storico come quello attuale nel quale la fragilità di molti individui rende loro difficile resistere nelle difficoltà della vita. Proprio tale fragilità e tale disorientamento sono a volte il segno evidente di una incapacità a far sintesi di conoscenze, di esperienze e di emozioni”.

“E allora, anche per questi motivi, seguire l’ora di religione può diventare una opportunità da non trascurare davvero”.

“Sono certo che si vorrà approfittare di tale occasione di scelta, perché, oltre tutto, essa rappresenta un segnale alto di “domanda di educazione e di formazione” alle Istituzioni scolastiche: la sola istruzione, infatti, non è sufficiente, perché l’avventura della conoscenza è un costante ed articolato cammino di ricerca per offrire un significato profondo alla propria vita” conclude il vescovo savonese.

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