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“Insultato a 12 ore dal vaccino con l’augurio di ammalarmi”: lo sfogo di un volontario della Cri di Loano

"Vorrei farvi sedere sul sedile di un'ambulanza, di fianco a noi, mentre ogni giorno e ogni notte trasferiamo positivi ad Albenga e Savona"

Loano. “Complimenti. D’improvviso, adesso, il problema principale è nuovamente la mascherina. Come se questo strumento fosse la causa della nostra ‘negata libertà’. Se questo è il vostro problema non indossatela! Tenetela sotto il mento o in tasca e, all’occorrenza, nel caso spuntasse un agente di polizia, mettetela! Semplice, no? Se poi i bar, ristoranti, cinema, teatri, palestre etc. rimangono chiusi, non è mica colpa dei contagi, ma del governo, vero?! Come se il virus svanisse insieme al politico di turno che dovrà, prima o poi, lasciare il trono”.

Inizia con queste dure parole lo sfogo di un volontario della Croce Rossa loanese insultato – poche ore dopo aver ricevuto il vaccino contro il Coronavirus – con l’augurio di ammalarsi.

“‘Ho fatto il covid e non ho avuto un cazzo! Solo prigionia!‘ Queste le parole e convinzioni di molti, molti ma non tutti, perché qualcuno che l’ha preso in maniera grave c’è, ne conosco e non sono anziani – racconta il volontario in un post pubblicato sulla pagina della Croce Rossa di Loano -. Chiedetelo a loro se la pensano sempre uguale. Adesso c’è chi ti augura di stare male e di morire perché hai fatto il vaccino, parole e pensieri che arrivano da gente che non ha mai toccato con mano e che continua a informarsi da fonti ‘amiche’ su fb. Perché non insultate anche i vostri medici preferiti che durante la prima ondata hanno rinforzato le vostre teorie? Adesso questi professori hanno cambiato rotta e vi chiedono di rispettare le regole… Perché non insultante loro?!”.

“‘Siamo tappati in casa e i contagi aumentano‘. Altra affermazione ricorrente. Senza sapere che i contagi aumentano in casa, per il semplice motivo che ognuno fa come gli pare (feste, aperitivi in casa, cene etc…). Vi potrei fare vedere la montagna di certificati di positività del punto tamponi (che poi vengono puntualmente confermati dal tampone Asl) ma ovviamente non posso farlo. Vorrei farvi sedere sul sedile di un’ambulanza, di fianco a noi, mentre ogni giorno e ogni notte trasferiamo positivi ad Albenga e Savona; è vero, non stanno sempre male come a marzo, ma non stanno neanche bene. Che non muoiano come a marzo e non muoiono tutti per covid, questo lo sappiamo benissimo. Muoiono per altre complicanze alle quali il covid da la mazzata finale. Che importa, tanto erano ottantenni. Tanto non erano vostri parenti, quindi se avessero potuto vivere ancora qualche anno a voi non tocca. Quindi cosa serve fare il vaccino se ti obbliga a portare la mascherina? È sempre questione di altruismo tutto qui”.

“A 12 ore dal vaccino sono già stato insultato con l’augurio di ammalarmi”.

Pubblicato da Croce Rossa Italiana – Comitato di Loano su Sabato 9 gennaio 2021

“Se vengo contagiato il vaccino non mi mi fa ammalare oppure non in maniera grave, come per l’antinfluenzale; ma nel momento in cui vengo contagiato ci vuole qualche giorno prima che gli anticorpi entrino in azione – continua il milite -. In quel periodo potrei infettare. Non è una certezza ma è una probabilità. Per questo continueremo ad usare la mascherina, per proteggere chi si soccorre e si cura tutti i giorni nei pronto soccorso (che non sono vuoti ma vengono ‘svuotati’ quotidianamente). Mi hanno imposto il vaccino? NO. È stata una libera scelta. Sto male? NO. Ho tre braccia? Prendo il 5G? Sto mutando in un alieno? NO. Sarò protetto per sempre dal virus? NO. Esattamente come l’antinfluenzale. Finché non avremo i dati sull’effettivo periodo di immunità che offrono questi vaccini, non potremo dire di aver vinto ma potremo sicuramente tornare a lavorare e vivere in completa libertà; magari solo con l’unico strumento di tortura, la mascherina, che si dovrà utilizzare in determinati casi ed in luoghi chiusi. Io continuerò a fare quello che ho sempre fatto in Croce Rossa, ma lo farò con un po’ più di serenità perché non farò rischiare in prima persona i miei cari. Continuerò a vivere come tutti voi ma non insultero’ chi non la pensa come me (non l’ho mai fatto) e non gli augurero’ la malattia o la morte”.

Non auguratemi morte e malattia, se avete un cervello, non fatelo – conclude -. Vivete con le vostre convinzioni e siate sereni. Tranquilli, quando tutto questo sarà finito, potrete comunque parlare di qualcos’altro, perché nel mondo succede sempre qualcosa e tutti i giorni ci sono Lauree ad onorem disponibili per tutti, per poter continuare a parlare, disprezzare, insultate e augurare ogni male al prossimo. Buona vita”.

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