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Lettere al direttore

“Il Sentiero Ho Chi Minh” Savona-Torino

di Paolo Forzano

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Il Covid ha praticamente imposto una certa dose di telelavoro, ovvero lavorare da casa. Un tipo di lavoro che ha dei pro e dei contro. Pro te ne stai a casa tua, risparmi tempo e denaro dei viaggi. Contro c’è in primo luogo un drastico calo dei contatti umani, una riduzione degli scambio di opinioni naturali e facili sul luogo di lavoro, il dover lavorare in casa in un luogo ristretto e poco adatto.

Ho sintetizzato molto! Ma grossomodo credo che sia una descrizione che si attaglia alla realtà in molte situazioni.

Lavorare da casa ha fatto pensare a molti che invece che farlo da Milano o da Torino, era meglio farlo dalla riviera ligure, con un po’ di vista mare, e quei benefici della piccola cittadina che una metropoli non offre.

Sta di fatto che c’è stato un boom di richieste di case in riviera, e molti si sono trasferiti in Liguria sia in seconde case che in nuove case acquistate.

Devo dire che questo Covid ha fatto capire che si può avere il centro del lavoro a Milano, e sede di lavoro decentrata in Liguria! Ci voleva questa spinta “autoritaria”!

Certamente non ringrazio il Covid per averci fatto capire questo! Assolutamente! Ma direi che un punto di riflessione potremmo farlo!

E’ proprio necessario andare ad abitare a Milano per lavorare a Milano?

Costi delle case alti, spostamenti casa-lavoro impegnativi come tempi.

E’ possibile rivedere il triangolo casa-lavoro-spostamenti da (casa nell’area milanese)-(lavoro nell’area milanese)-(spostamenti nell’area milanese) a (casa in riviera)-(lavoro nell’area milanese + tele lavoro)-(spostamenti riviera all’area milanese)?

Direi che di fatto in parte è già realtà, o perlomeno un certo numero di persone lo fa.

Quello che manca è l’assimilazione di questa tipologia di lavorare da parte delle istituzioni.

Bisogna prenderne atto ed intraprendere azioni per favorire questa tendenza.

Io personalmente penso da anni che il rapporto luogo di lavoro – luogo di abitazione debba essere rivisto.

Da troppo tempo si agisce in modo che il luogo di lavoro più o meno coincida col luogo di abitazione. Abbiamo visto storicamente la Fiat concentrare i luoghi di produzione con conseguenti emigrazioni, anni or sono solo Olivetti creò stabilimenti al sud per evitare di sradicare popolazioni dal loro habitat.

Il problema evolve nel tempo così come i metodi di lavoro, ma la pubblica amministrazione è sempre “due” passi indietro nel seguire le tendenze.

Ad esempio la rete internet in Italia è assolutamente arretrata: con connessione fibra ti promettono “FINO A” 1000 megabit/s in download! Possiamo dire “MA CHI L’HA VISTO?”. Io sono connesso con fibra ma negli ultimi 200 metri c’è il classico doppino: prima del Covid la rete rispondeva forse come se fosse a 10 megabit/s, oggi con l’aumento del traffico la velocità si è ulteriormente abbassata.

Questo è un grosso problema per poter lavorare efficacemente da casa!

Ma riassumendo: per favorire chi vuole lavorare da casa ed intendendo che questa casa sia Liguria, è necessario porre decisamente mano ad aggiornare la rete ad una velocità “moderna” ed efficace, ed inoltre bisogna anche favorire gli spostamenti Liguria Milano ad esempio.

Sugli spostamenti in auto vediamo quanto critica sia la situazione autostradale con infrastrutture fatiscenti, obsolete, ma ancor peggio sul livello del crollo. Ci sono tanti cantieri aperti che si spera “aggiustino” “mettano le toppe” a questa rovina autostradale. Ma nel contempo tutti questi cantieri diminuiscono le corsie percorribili e limitano la velocità, con la conseguenza di tempi lunghi e poco prevedibili.

Savona.

La città perde pezzi su pezzi. Industrie praticamente sparite. Porto ormai propaggine del porto di Genova. Associazione industriali in via di inclusione in quella di Genova.

L’asse Savona Torino potremmo chiamarlo “Il Sentiero Ho Chi Minh” perchè le connessioni autostradali sono al collasso, con cantieri per buona parte del percorso che ne limitano l’efficacia, fuori uso in caso di poca neve.

Aggiungiamo le connessioni ferroviarie obsolete e lente! Savona-Torino Porta Nuova km 105. Tempo di percorrenza medio 3 ore e 1 minuto!

Dal sito Thetrainline:

Qual è la durata media del viaggio in treno da Savona a Torino Porta Nuova?

Il tempo di percorrenza medio da Savona a Torino Porta Nuova è di 3 ore e 1 minuto. Durante la settimana, vi sono 25 treni al giorno da Savona a Torino Porta Nuova. Il tempo di percorrenza può essere più lungo durante i fine settimana e i periodi festivi; utilizza il nostro pianificatore di viaggio per cercare la data di partenza esatta!

Domanda:

E’ proprio necessario andare ad abitare a Torino per lavorare a Torino?

Se invece de “Il Sentiero Ho Chi Minh” avessimo una autostrada ed una ferrovia al passo coi tempi, niente di stratosferico, ma “adeguate allo standard europeo”, potremmo effettuare il tragitto che è di soli 105 km in meno di un’ora!

Ed allora Savona, territorio senza “lavoro”, potrebbe diventare una residenza appetibile per molte persone che lavorano a Torino. Fantascienza? In Italia sembra di sì! Savona sveglia: ci sono delle opportunità…..

Paolo Forzano

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