IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Lettere al direttore

Il rosso non è il nero: “Un progetto e una visione per la città di Savona. Premessa, prologo, introduzione”

de Il rosso non è il nero

In questa occasione rendiamo di pubblico dominio la premessa, il prologo e l’introduzione del “Progetto e Visione per la Città di Savona” elaborato dal nostro gruppo.

L’intento è quello di fornire una prima possibilità di presa di conoscenza attraverso un testo cui seguirà nei prossimi giorni un documento completo, all’interno del quale proveremo a declinare il complesso degli aspetti sui quali sarà chiamata a intervenire la futura amministrazione comunale che uscirà dalle urne si presume nella prossima primavera cercando anche di intrecciare il “pensiero lungo” che è necessario esprimere e le proposte di soluzione per le esigenze più minute di quotidianità comune.

E’ noto e confermato il nostro appoggio al “Patto per Savona” presentato da Marco Russo, il nostro intento di contribuire a costruire una larga alleanza democratico – progressista e in quest’ambito fare in modo che si evidenzi una presenza di sinistra unitaria autorevolmente qualificata sul piano progettuale.

PREMESSA

Per risollevare le sorti della nostra Città non basta un programma di cose da fare ma occorre un vero e proprio progetto innovativo e di lunga durata, che spezzi definitivamente l’attuale apatia.

Occorre, in altre parole, una nuova idea di Città da costruire attraverso il confronto con le altre forze politiche, sociali e culturali, ed a questo proposito la sinistra savonese deve mettere in campo uno sforzo notevole di immaginazione e intelligenza.

Offriamo quindi questo livello di elaborazione alla discussione delle forze politiche, delle associazioni, delle imprese, delle professioni e delle diverse intelligenze e sensibilità che intendono muoversi per imprimere una alternativa e una svolta all’amministrazione della Città in vista delle elezioni comunali 2021.

Affrontiamo questa fase della nostra vita sociale e politica al centro di un’inedita emergenza sanitaria, mentre vediamo crescere attorno a noi rancore, contraddizioni e disuguaglianze che dobbiamo essere capaci di combattere all’interno di un progetto di profonda ricomposizione e trasformazione sociale.

Il nostro obiettivo è quello di contribuire a realizzare, sia pur nell’ambito di una comunità locale, elementi concreti di uguaglianza, solidarietà, sostenibilità, per un equilibrio nuovo nella vita delle persone e con l’ambiente.

Attraverso le note che seguiranno cercheremo di connettere ancora una volta i termini più alti della nostra cultura politica coniugando con intelligenza pessimismo della ragione e ottimismo della volontà.

PROLOGO

“La Savona che vorrei”, “Interrogativi e osservazioni di partenza” e “La sinistra e Savona”

Prima di entrare nel merito delle diverse proposte vogliamo esporre alla riflessione alcune considerazioni di partenza che aiutano a cogliere l’idea di Città che abbiamo in mente, come luogo positivo di crescita, di vita e di lavoro, con i suoi avanzati rapporti personali e sociali.

La Savona che vorrei

Non è facile per nessuno realizzare un pensiero critico sulla propria piccola cittadina di provincia in quanto ricordi quasi onirici riportano alla serenità fanciullesca degli asili con le vetrofanie Disney (fatte a mano da amorevoli maestre) o alle canzoni dei Pink Floyd o di Bob Dylan cantate a squarciagola da ragazzi.

Dopo, crescendo, se ne sono andati in molti, a studiare e lavorare fuori, tutti evasi alla ricerca di una proposta culturale meno stereotipata o di un impiego meno precario, da trovare nelle grandi metropoli del Nord o – più modestamente – a Genova. Chi è arrivato più lontano, lo ha fatto per non fare ritorno. Savona ha cresciuto, ma non formato, le ultime generazioni.

Solo oggi, solo per coloro che hanno scelto di rimanere o di tornare sotto la Torretta, la ricerca di una vita savonese più bella si fa reale e tangibile.

Negli ultimi mesi, a fronte di un’emergenza sanitaria mondiale, incontrollata e spaventosa, si è riscoperto che la vita in provincia va oltre il tedio ed offre, per chi sa coglierle, anche grandi esperienze positive. Grazie allo smart working, a tempi di vita più ragionevoli e ad un approccio alla città fondamentalmente umano, si possono apprezzare i vantaggi di un orizzonte magari più limitato, ma certamente rassicurante, e di una vita più appagante.

La Savona che vorremmo, soprattutto, coopera.

È la città solidale, antifascista, ribelle dei racconti dei nostri nonni.

È una famiglia sincera che può dare solo quel che ha, ma lo fa con la consapevolezza che l’appartenenza conti.

La Savona del domani sono i suoi giovani, quelli tornati, quelli che, ostinati, sono rimasti, quelli che credono che la grandezza risieda nei piccoli luoghi e nelle piccole cose. Savona resta se stessa se sa ritrovare se stessa, diffidando da chi la propone futuribile ma distonica. Savona è fedele, perché anche i nostri bambini possano farne parte, ma Savona deve crescere, perché se anche i suoi giovani decidono prima o poi di partire, alla fine, comunque, scelgano di tornare.

Interrogativi e osservazioni di partenza

Immaginare la Città per i prossimi anni ci impone di iniziare da alcuni interrogativi e da alcune osservazioni di fondo.

Non abbiamo più la piena titolarità della Camera di Commercio ma ci sono i commercianti, le piccole imprese, gli artigiani, gli imprenditori agricoli.

Così come non abbiamo più la piena titolarità (e la sede) dell’Autorità portuale ma abbiamo i lavoratori dei servizi portuali, le imprese che nel porto lavorano, gli autotrasportatori, gli spedizionieri.

Non abbiamo più una banca cittadina, ma quanti se ne sono accorti nell’era delle banche online e dell’espansione delle concentrazioni bancarie?

Abbiamo bisogno di occhi nuovi per leggere un presente che si è fatto talmente complesso (ed instabile) da necessitare di nuove categorie di analisi.

Che città è oggi Savona da un punto di vista economico, demografico, culturale? Chi la abita? Quali bisogni esprime?

Come far diventare il problema demografico elemento di sviluppo economico e tecnologico cercando risposte a bisogni tradizionali con il ricorso alla tecnologia?

Come far sì che Savona torni ad essere capoluogo di Provincia, anche dal punto di vista economico e non solo amministrativo, accentuando il suo carattere di fornitrice di servizi ed opportunità a tutto il comprensorio?

Come far valere uno “sguardo giovane” nella città che offra luoghi di crescita vera, generando nuove occasioni di scambio e crescita reciproca in un incrocio virtuoso ( giovani/anziani, cultura/culture, lavoratori/imprese, artigianato/industria/commercio, persone) ?

La Savona di Sinistra

Savona deve ritrovare se stessa per vivere con fiducia e serenità il proprio tempo

Savona è città antica, a tratti nobile, a tratti appartata e ritrosa, a tratti vivace e curiosa, a tratti stanca e depressa, come i suoi abitanti, come la sua gente, ricca di storie, di tradizioni, e, ora, di aspettative. Ma Savona negli anni’70 aveva inventato anche la più formidabile, e mai più eguagliata, delle risposte al terrorismo, senza corpi speciali e super squadre ha fatto tacere le bombe, le ha disinnescate col semplice esserci.

La sua gente è uscita di casa, si è organizzata, si è parlata e si è capita, si è guardata negli occhi ed hanno vinto la solidarietà e l’uguaglianza: non si è di parte, si è parte della città, contro il terrore. Ed inizia un tempo di partecipazione: i quartieri, le circoscrizioni, la gestione del Comune più vicina, più a casa.

Non la rivendicazione di qualcosa che qualcuno con sopraffazione ci ha tolto ma un diritto, un bene che forse è di tutti, è comune e pertanto anche nostro, di ciascuno.

E sono nati i servizi sociali, gli asili nido, le scuole d’infanzia, i consultori, le mense aggiungendosi

alle società di mutuo soccorso e ai circoli come centri di aggregazione e di vita sociale, collettiva.

Si sta meglio quando si sta insieme: sono, questi, servizi che mettono insieme, che ci accomunano e noi individui diventiamo qualcosa di più, un gruppo, una compagnia, una comunità.

Ma poi sono venute le esigenze di bilancio, gli “equilibri finanziari”, i tagli e i servizi sono diventati nuovamente individuali, e siamo nuovamente a rivendicare quella che era una realtà oramai acquisita.

Savona ha inventato un suo modo di aprirsi, di accogliere e di integrare: in tanti sono venuti, nel Novecento e prima, dalle riviere e dall’entroterra, dal Veneto, dalla Toscana, dalla Lombardia, tantissimi dal Piemonte e poi dal Sud e dalla Sardegna e Savona si è ingrandita. Nuovi edifici, in verità non sempre belli, e strade e traffico e trasporti e confusione e tanta vitalità.

Allora Savona ha saputo e voluto guardare a ponente di Zinola, lo aveva già in testa dalla fine dell’Ottocento, al di là di Legino verso Vado e Quiliano, oltre la Madonnetta verso le Albisole e mettere insieme idee, progetti, modalità, intese perché potesse esserci sviluppo sì, ma equilibrato, scelte oculate che non rinchiudono nel recinto del proprio orto, perché mettersi insieme può convenire, può essere utile, magari anche per evitare di nuovo errori che erano stati fatti.

Perché accogliere ci ha sempre reso più forti, e più ricchi, e migliori.

Comprensorialità l’abbiamo chiamata.

Si è persa, strada facendo, occorre ritrovarla.

Savona inventa e anche sperimenta un meccanismo di confronto, e di intese, tra i tanti e diversi che vivono e operano in città. Lavoratori, imprese, commerci, arti, mestieri, professioni e tutti hanno esigenze, interessi, cose proprie che spesso sono diverse, distinte, talvolta confliggono.

Incontrarsi, parlarsi, discutere, anche litigare ed infine decidere. A chi tocca?

All’amministrazione comunale, Sindaco, Giunta, Consiglio, soprattutto questo, che quasi sempre tirano le fila anche se non sempre con pieno successo.

Abbiamo detto che questa cosa è qualità della città, qualità complessiva, democrazia.

E un po’ ci piace poterne essere partecipi.

Savona diventa quelli che vincono a pallanuoto, quelli che trasformano il Priamar dalla ‘fortezza’ inaccessibile e ingombrante, fardello del dominio genovese, in ‘leggerezza’ delle sere estive tra spettacoli e frittelle, quelli che fanno cineforum e mostre d’arte, quelli che strusciano e si incrociano sotto le bacheche de L’Unità in via Paleocopa, quelli che affogano nei frappè di piazza Chabrol, la farinata o le fette di panissa di via Pia…

Savona ha un cuore grande di generosità nella vasta area delle associazioni e del volontariato.

Ce ne sono talmente tante che viene da immaginare una persistente circolazione di uomini e donne e giovani ed anziani con le loro idee, aspirazioni, volontà, sentimenti tale da rendere il corpo della città minutamente ossigenato da vitalità ed energia.

Non oggi. Oggi quella circolazione appare in affanno, in difficoltà, contrastata, affogata nella diffidenza verso gli altri, i vicini, o nell’odio verso quelli che vengono più da lontano, che sono (sembrano) diversi.

Oggi la città pare orfana di queste, e molte altre, invenzioni e qualità; oggi è smorta, confusa, ad un passo dal declino, oggi appare senza una visione del domani, priva di guida e di confronto (e di conforto), oggi si perde nella curva cieca, nel punto più acuto dello sbandamento e dell’incertezza da quando ha visto prima l’indebolimento, e poi la scomparsa, delle manifatture e dell’industria.

Eppure anche oggi li conosciamo i tanti che sono come quelli che se vedi uno che scivola e cade e prende una straccionata per terra, prima rimani lì indeciso, ma subito dopo scatti e gli presti soccorso, gli dai una mano a tirarsi su, e ti sei accertato che non sia messo peggio e ti rendi conto che la cosa ti interessa davvero e te ne prendi cura. Ecco appunto gli dai una mano non tanto perché sei generoso ed altruista, forse lo sei anche, ma perché è nella natura umana, nella ragione che gli uomini hanno e che produce cultura e sapere, mettersi insieme, fare società e comunità, vincere le spinte potenti dell’egoismo, dell’odio e della violenza, far prevalere la solidarietà sulla sopraffazione.

E questo è un atto sociale di volontà, è il compito degli uomini e delle donne di buona volontà.

È il lavoro che la Sinistra oggi ha di fronte a Savona e nel mondo che sempre più ha bisogno, nel progresso, di uguaglianza e giustizia sociale, ha bisogno di una società nuova.

INTRODUZIONE

UNITA’ E PROGETTO

Il “Patto per Savona” presentato da Marco Russo rappresenta il punto di riferimento per realizzare un vero momento di svolta nell’amministrazione comunale di Savona.

La realizzazione di questo obiettivo presuppone un’articolazione di forze particolarmente ampia e coesa, caratterizzata da una innovativa proposta progettuale capace di realizzare un vero e proprio “avanzamento strategico”.

La sinistra savonese deve saper uscire dalla logica della ricerca della mera rappresentanza, assumendo la dimensione di un soggetto ben visibile e fortemente capace, sul piano della progettualità, di risultare determinante nell’ambito della coalizione al fine di garantire una capacità innovativa nel governo della Città.

E’ questo il senso della proposta per una “Sinistra Savonese: Unità e Progetto”.

Abbiamo davanti una triplice dimensione di impegno:

a) avanzare una proposta di governo rispetto al fallimento che il centro – destra ha fatto registrare nel corso della tornata amministrativa che sta per concludersi;

b) segnare un vero e proprio salto di qualità anche nei confronti delle precedenti amministrazioni di centro – sinistra;

c) fare in modo che la sinistra disponga di una propria identità fondata sulla fuoriuscita da una dimensione minoritaria nella quale, purtroppo, è parsa costretta da diverso tempo

Tutto ciò può essere tradotto in concreto lavorando per realizzare una progettualità complessiva, non limitata a singoli interventi disordinatamente raggruppati tra loro.

E’ il caso però di precisare e declinare al meglio le principali linee progettuali partendo da alcuni punti che possano costituire, per così dire, una sorta di “marchio distintivo” per il progetto medesimo.

Saranno tre gli assi portanti della nostra visione per il futuro della Città:

1) Il tema della comprensorialità legata alle questioni dell’economia, del lavoro, della portualità, delle infrastrutture;

2) Decentramento e partecipazione;

3) Rilancio del centro cittadino

Su queste basi decliniamo alcuni titoli di iniziativa:

1) Savona deve impegnarsi attivamente per l’attuazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, cercando inedite collaborazioni tra il pubblico e il privato promuovendo anche opportunità come quella della scelta come Città capitale italiana della Cultura;

2) Savona deve uscire dalla subalternità rispetto a Genova, da sempre vera e propria “Città Regione” e recuperare anche per l’amministrazione comunale un ruolo di rappresentante degli interessi dei suoi abitanti nei confronti delle altre istanze di governo a livello centrale e periferico;

3) Savona deve attrarre nuovi residenti stabili, tornando a far crescere la propria popolazione elevando la qualità complessiva della vita e dell’aspetto cittadino, sviluppando la presenza culturale, offrendo le migliori condizioni complessive al lavoro da remoto che rimarrà come vera e forma di nuovo stile di vita anche al momento (auspicato) di termine dell’emergenza sanitaria;

4) Dovrà realizzarsi un impegno per un’adeguata offerta di servizi sanitari, difendendo il patrimonio di professionalità ed eccellenze rappresentato dall’Ospedale San Paolo e ritornando ad estendere sul territorio i servizi socio sanitari.

5) Scuola, asili, servizi sociali rappresenteranno altri aspetti fondamentali di un impegno complessivo per il recupero di una capacità di risposta dell’amministrazione pubblica ai grandi bisogni sociali.

Il rosso non è il nero

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere IVG senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.