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Il Consiglio di Stato obbliga la Regione a rendere pubblico il contratto con Trenitalia foto

Sansa: "È un atto dovuto nei confronto dei cittadini, che pagano le tasse e il biglietto del treno"

Liguria. “Chiarezza e trasparenza. Finalmente. Trenitalia e la Regione Liguria devono rendere pubblico il contratto di servizio che hanno siglato. È un atto dovuto nei confronto dei cittadini, che pagano le tasse e il biglietto del treno. Sono loro i primi a dover conoscere i dettagli del contratto stipulato nel 2018 e che scadrà nel 2032. Lo abbiamo chiesto pubblicamente in Consiglio regionale presentando un’interrogazione. Adesso lo dice anche il Consiglio di Stato”.

Così il consigliere regionale del Partito Democratico Ferruccio Sansa commenta la sentenza del Consiglio di Stato, conseguente al ricorso presentato da Trenitalia S.p.A. contro la sentenza del Tar ligure secondo cui Regione Liguria avrebbe dovuto desecretare il piano finanziario, il conto economico complessivo, il monitoraggio delle differenze annuali e gli stessi investimenti.

Infatti, si legge nella sentenza del Consiglio di stato pubblicata il 4 gennaio, che il ricorso presentato da Trenitalia S.p.A. è respinto. Di fatto conferma quanto stabilito dal Tribunale amministrativo che, con la precedente sentenza, accoglieva il ricorso presentato dalla Pro loco Monterosso ed altre undici associazioni e “ordinava a Regione Liguria di consentire l’accesso, mediante visione ed estrazione di copia, agli allegati n. 3 e n. 5 del contratto per il trasporto pubblico regionale e locale di servizio stipulato con Trenitalia per il periodo 2018 – 2032, nonché mediante la comunicazione del numero di biglietti tariffa 5 terre venduti e dei relativi introiti”.

“Una notizia importante per i cittadini liguri – continua il consigliere – che dopo anni di battaglie potranno conoscere come vengono spesi i propri soldi e come viene gestito il servizio ferroviario della nostra regione. Noi, come lista Sansa Presidente, chiediamo che Toti renda pubblico il contratto di servizio tra Trenitalia e la Regione Liguria”.

“Sono tante le domande che le associazioni ambientaliste hanno posto nel corso degli anni senza, però, avere mai risposta. I cittadini vogliono capire – conclude il consigliere – quale sia il chilometraggio effettivo del servizio, quale sia il costo a chilometro per passeggero, come si modifica nel tempo e a quanto ammonti il contributo pubblico previsto dal contratto: cresce o diminuisce? E per quali ragioni? Ora che c’è una sentenza del Consiglio di Stato aspettiamo che il contratto venga desecretato. È questione di trasparenza e di rispetto dei cittadini. Ma a questa giunta interessa?”.

“Tra ottobre e dicembre del 2019, avevamo più volte sollecitato Regione Liguria a rendere trasparente per intero il Contratto di Servizio con Trenitalia, facendo luce sulle parti secretate, allegati compresi. Le nostre richieste erano state dettate dalla necessità di rispondere ai tanti pendolari che, pur pagando profumatamente il servizio, dovevano fare i conti con continui episodi di ritardi e cancellazioni dei treni regionali. Disservizi per i quali l’utenza aveva e ha diritto a essere rimborsata. Peccato che le pratiche per richiedere il rimborso hanno sempre reso difficile se non impossibile il ristoro del disagio subito”, dichiarano i consiglieri del Gruppo M5S Liguria, Fabio Tosi e Paolo Ugolini.

“Avevamo denunciato il fatto che il contratto siglato con Regione fosse rubricato con “Riservatezza” proprio nelle parti che servirebbero per far luce sulle modalità di rimborso, di evidente interesse per i cittadini quando devono poter far valere i propri diritti. Ritenemmo grave che non si potessero conoscere le motivazioni fondanti di tale clausola di riservatezza, che stride con il principio della trasparenza della Pubblica Amministrazione su argomenti di tale importanza e rilievo”, ricorda il capogruppo in Regione del M5s Fabio Tosi.

“Quanto in essere in Liguria è sempre stata un’evidente anomalia: basti pensare che il contratto nazionale con Trenitalia sugli Intercity è pubblico, senza parti segrete; e basti pensare che in altre regioni (tra cui ad esempio Toscana, Marche, Sicilia) a essere in chiaro e accessibile a tutti è anche il contratto regionale. In Liguria, invece, no. I motivi della “riservatezza”? Una lunga fila di giustificazioni, tra cui risibili “segreti industriali e commerciali” che giustamente il Consiglio di Stato ha ora giudicato impropri. Ci fece infatti sorridere allora e ci fa sorridere ancora adesso, l’idea che il desecretare quelle parti potesse nuocere all’azienda che di fatto operava e opera in una situazione di monopolio pressoché assoluto!”.

“Con la sentenza del Consiglio di Stato, che conferma peraltro il pronunciamento del Tar Liguria, dunque, i cittadini potranno venire finalmente a conoscenza di tutti i dettagli del Contratto di servizio stipulato nel 2018 e in scadenza nel 2032. Alla buonora, si fa luce su tutte le parti, ivi comprese quelle strenuamente occultate da Trenitalia e Regione Liguria, che si era addirittura spinta a dichiarare che i cittadini non avevano titolo per accedere ai segreti di un accordo fra due parti… pubbliche!”, concludono i pentastellati.

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