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I cento anni del PCI, il compianto Carlo Giacobbe ultimo segretario provinciale del partito

Ha guidato la difficile transizione al PDS

Savona. Il 21 gennaio 1921 nasceva in un teatro di Livorno, dalla scissione con il Partito Socialista Italiano. Sarà il più grande partito comunista dell’Europa occidentale. La nascita avviene come sezione italiana dell’Internazionale Comunista in seguito al biennio rosso e alla rivoluzione d’ottobre. “Non so se dividersi sia un destino della sinistra” disse Achille Occhetto, 84 anni, ex segretario del Pci.

Quel partito, la sua nascita, i suoi valori, i suoi ripensamenti e le sue germogliazioni, ancora oggi fa discutere e fa riflettere, non solo la sinistra politica italiana.

Passato all’opposizione nel 1947 dopo la decisione di De Gasperi di estromettere le sinistre dal governo per collocare l’Italia nel blocco internazionale filo-statunitense, rimase fedele alle direttive politiche generali dell’Unione Sovietica fino agli anni settanta e ottanta, con Togliatti prima ma soprattutto sotto la guida di Enrico Berlinguer, che promosse il compromesso storico con la Democrazia Cristiana e la collaborazione tra i partiti comunisti occidentali con il cosiddetto eurocomunismo.

L’apice proprio dopo la morte di “Enrico”: nel 1984 divenne il primo partito italiano. Poi la crisi e, con la caduta del muro di Berlino e il crollo dei Paesi comunisti tra il 1989 e il 1991, si divise tra il Partito Democratico della Sinistra fondato da Occhetto e il Partito di Rifondazione Comunista guidato da Armando Cossutta.

Celebrazioni anche a Savona grazie alla Fondazione Cento Fiori che cura il patrimonio storico e culturale del PCI. In programma una mostra, rinviata a causa del Covid, ma anche altre iniziative. I cento anni del Partito Comunista Italiana sono stati un’occasione per ricordare anche Carlo Giacobbe, scomparso nel giugno scorso dopo aver contratto il Coronavirus, ultimo segretario provinciale del PCI nel savonese, dal 1990 al 1995, uno dei protagonisti della transizione al PDS, prima di diventare vice presidente della Provincia e poi sindaco di Vado Ligure, oltre al suo ruolo di dirigente politico del PD. Prima di lui avevano guidato il PCI savonese Armando Magliotto, dall’89 al 1990, e prima ancora la segreteria di Carlo Ruggeri fino al 1989, poi diventato sindaco di Savona.

In occasione del centenario il Partito Comunista ha diramato una nota: “Cento anni fa nasceva il Partito Comunista d’Italia: un atto significativo che avrebbe cambiato radicalmente la storia del nostro Paese. Quelle idee sono state tradite nel corso del tempo da uomini che hanno gradualmente aderito al pensiero unico del capitalismo”, si legge.

“Oggi le ragioni di quella scelta restano valide, per una società in cui i frutti della innovazione, della scienza e della tecnica siano ripartiti tra tutti. Un Paese con la piena occupazione, in cui si lavori meno ma tutti, in cui i grandi mezzi di produzione siano socializzati e gestiti dai lavoratori. Una Italia nuova e socialista: questo è l’obiettivo del Partito Comunista e, per questo, non smetteremo mai di lottare”, conclude la nota.

Ecco invece la nota della Federazione della Liguria del Partito Comunista: “Cento anni fa a Livorno nasceva il Partito Comunista d’Italia. Per noi quell’evento rappresenta un punto di riferimento essenziale per l’oggi e per il domani. Non ci rassegniamo alle ricostruzioni mistificatorie che occupano, in questi giorni, i grandi giornali e i canali televisivi. Vogliamo collocare quella scelta nel quadro storico in cui avvenne, ricercando in essa le premesse di una vicenda straordinaria che, nella lotta antifascista, nella Resistenza e nelle lotte politiche e sociali dei decenni del dopoguerra, ha inciso profondamente nella storia d’Italia e ha rappresentato una delle più importanti esperienze del movimento comunista internazionale”.

“In questi giorni, in queste ultime ore, abbiamo assistito a ‘spettacoli’ indecenti, anche da quella pseudo sinistra che tenta di atteggiarsi ad erede di una storia che, in realtà, nel Parlamento Europeo, ha avuto il coraggio di equiparare al nazismo. Questa ricorrenza è nostra, è dei Comunisti, è di chi, coerentemente, non ha mai abbandonato ne rinnegato le proprie idee e le proprie origini continuando, giorno per giorno, ad operare per la ricostruzione di un ‘tessuto’ fondamentale, di una reale alternativa comunista, coerente e ferma sui valori fondanti e le sensibilità di quel grande Partito che, grazie alle sue lotte, dopo aver contribuito alla Liberazione del Paese, ha permesso di ottenere diritti e libertà per lavoratori e meno abbienti. Auguri a tutti noi Compagni, a tutti noi Comunisti per questo centenario e per un futuro grande come una storia, la nostra” concludono.

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