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Fontana di piazza Gramsci a Borghetto, Ata Pc risponde al sindaco: “Ennesima cancellazione della memoria storica della città”

"Non è, ovviamente, in nostro potere persuadere il sindaco circa il fatto che la distruzione della fontana di piazza Gramsci rappresenti un errore"

Borghetto Santo Spirito. Nuova puntata del lungo botta e risposta tra l’associazione Ata Pc e il sindaco di Borghetto Giancarlo Canepa a proposito della fontana di piazza Gramsci, che sarà oggetto di un importante progetto di trasformazione.

Dopo le precisazioni arrivate qualche giorno fa dal primo cittadino borghettino, ecco l’associazione tornare alla carica: “Apprendiamo che il sindaco di Borghetto ha deciso di eliminare per sempre la fontana di piazza Gramsci, nonostante sia un luogo caro al ricordo di moltissimi cittadini, come dimostrato dall’adesione entusiasta della gente comune alla petizione da noi lanciata per salvarla.
Il sindaco adduce, a giustificazione di questo atto, la necessità di riqualificare la piazza, secondo il concetto classico di ‘Agorà’, ossia come centro di aggregazione. Invero, è proprio un’approfondita conoscenza della cultura classica che ci permette di smentire il sindaco”.

“La cultura classica infatti identifica da sempre le fontane come luogo di socializzazione. Nelle città elleniche, poi nell’antica Roma, quindi nel medioevo e infine nel Rinascimento, le fontane hanno sempre costituito luoghi di ritrovo e di socializzazione, prima ancora che di utilità pratica. Concordiamo quindi sulla necessità di restaurare la piazza, ma non è possibile affermare che la presenza della fontana ostacoli la socializzazione, poiché, al contrario, la stimola. La forza aggregativa delle fontane è riconosciuta da molte pubbliche amministrazioni, che hanno investito denaro per restaurarle e stampato libri per farle conoscere. Ad esempio, la città di Genova, con l’Azienda Municipale Gas e Acqua, ha promosso la pubblicazione di libri sulle fontane cittadine. Abbiamo segnalato questi testi al sindaco, nella convinzione che una buona lettura possa contribuire ad allargare gli orizzonti culturali di ciascuno di noi e, in questo caso, aiutare a comprendere il valore culturale e sociale delle fontane”.

“Per quanto riguarda poi l’ipotesi ventilata dal sindaco di tenere ‘piccoli concerti’ in piazza Gramsci, facciamo notare come tale luogo sia racchiuso tra i condomini, e pertanto non si presti ad un uso che prevede emissioni sonore. (Anche la corretta applicazione dei piani di zonizzazione acustica, sconsiglia di generare emissioni sonore presso edifici residenziali.) Nel contempo, esistono altri luoghi in Borghetto sicuramente più consoni ad ospitare musica, tra cui piazza Pelagos e il Molo Marinai d’Italia”.

“Non è, ovviamente, in nostro potere persuadere il sindaco circa il fatto che la distruzione della fontana di piazza Gramsci rappresenti un errore, anche considerato che non sono stati sufficienti neppure le preghiere di cento cittadini. Resta il fatto che tale distruzione non condurrà Borghetto a un ‘passo avanti’, ma solo all’ennesima cancellazione della propria memoria storica. Eliminata la fontana , potranno installare qualsiasi arredo urbano, ma si sarà cancellata per sempre l’identità di un luogo, sostituita da una nuova installazione, del tutto priva di phatos”.

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