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Demanio marittimo, Scajola: “Il Governo convochi le Regioni, il suo immobilismo è grave e irresponsabile”

"Il governo rompa immediatamente il silenzio e si esprima assumendosi le sue responsabilità per tutelare migliaia di aziende"

Regione. “Il governo deve al più presto convocare le regioni, come promesso dal ministro Boccia per affrontare il tema delle concessioni, il suo immobilismo in materia è un atto grave e irresponsabile”. Lo dice il coordinatore del tavolo interregionale sul demanio marittimo e assessore di Regione Liguria Marco Scajola, invitando il governo a fare presto.

Durante l’ultima Conferenza Unificata che si era tenuta lo scorso il 17 dicembre, il Governo, attraverso il ministro degli affari regionali, Francesco Boccia, si era impegnato con le Regioni per una convocazione, entro il 31 dicembre, di un tavolo per affrontare il delicato tema delle concessioni demaniali marittime.

“Quanto promesso non è stato rispettato – dice l’assessore regionale Marco Scajola – l’esecutivo fugge dai problemi, è un atto grave ed irresponsabile. Da mesi chiediamo risposte al Governo, il quale prende tempo e non mantiene gli impegni presi con i territori. In tutto questo, il Governo aumenta in maniera esponenziale i canoni minimi demaniali, mettendo così in grandissima difficoltà tante realtà, come ad esempio le associazioni sportive ed il mondo della pesca”.

“Si dimentica -continua Scajola – di oltre 35.000 aziende italiane, che tanto più in questo periodo di emergenza, hanno bisogno di certezze e di risposte. Come Regioni riteniamo fondamentale l’applicazione della Legge 145/2018, che prevede l’estensione di 15 anni delle attuali concessioni demaniali marittime. Su questo il governo deve esprimersi in maniera chiara e definitiva”.

L’assessore Scajola chiede che “il governo rompa immediatamente il silenzio e si esprima assumendosi le sue responsabilità per tutelare migliaia di aziende, tenendo conto che è indispensabile anche rispondere all’Unione Europea che, recentemente ha iniziato l’iter di infrazione nei confronti dell’Italia”.

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