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Da Fabio Abate del Plodio e Massimo Peluffo della Sportornese un “okay” alla ripresa a marzo

Il mister dei rivieraschi in controtendenza rispetto ad alcuni "vicini di casa" mentre in linea con Aurora, Rocchettese e Altarese il pensiero di Abate

Posto che saranno l’andamento della pandemia e le opinioni degli esperti a sancire se a marzo vi saranno le condizioni per far riprendere il calcio dilettantistico, società, dirigenti e giocatori non hanno pareri unanimi sull’opportunità di tornare in campo a fine inverno – inizio primavera.

Il direttore sportivo del Plodio Fabio Abate e l’allenatore della Spotornese Massimo Peluffo si schierano a fianco di chi accetterebbe di giocare verso fine marzo. 

Il pensiero di mister Massimo Peluffo sulla possibile ripresa a marzo, auspicata dai vertici federali, è il seguente: “Mi piacerebbe tornare a giocare, perché siamo una società nuova e soprattutto per i ragazzi che si sono allenati fino adesso anche per conto loro in forma individuale. Troverei giusto premiarli con un campionato. Anche con un solo girone di andata accoglierei di buon grado una ripresa”. Seppur esponente di un sodalizio della Riviera, non prevale in questo caso la preoccupazione caldeggiata da altri addetti ai lavori per i ragazzi impegnati nei lavori della stagione estiva.

“Sono d’accordo con una ripartenza anche con format ridotto – commenta Fabio Abate – ma se si ricomincia è auspicabile che via sia una situazione il più vicino possibile alla normalità”.

Poi, il dirigente valligiano sposta la riflessione sulle differenze tra la Seconda Categoria e gli altri campionati: “Certo che per noi è facile dire di ricominciare non avendo le retrocessioni. Penso, invece, a società di categorie superiori che avevano come obbiettivo la salvezza: non so se saranno d’accordo col giocarsela in un solo girone. Ricominciare ad allenarsi a marzo, con la bella stagione alle porte, le temperature che si alzano, le giornate che si allungano e riprendere a giocare ad aprile penso che possa essere un’idea interessante. I ragazzi, dopo tanto tempo di inattività, sarebbero contenti di poter ricominciare a giocare, credo. Ormai siamo giunti a un anno intero di inattività e il calcio ci manca parecchio. Questo è il mio pensiero personale”.

 

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