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Cresce il pressing per consentire di raggiungere oltre le seconde case anche le strutture ricettive

In pole position residence e case vacanza. La possibilità di smart working “vista mare”

Liguria. Ci sembra d’obbligo fare ancora un seguito sul caso delle seconde case, registrato ieri in questa rubrica e sollevato dall’assessore regionale Gianni Berrino.

Riassunto: il governo consente di muoversi verso le seconde case anche tra regioni diverse, anche dalla zona rossa (come la Lombardia) o arancione (come il Piemonte) e perché allora, si chiedeva Berrino, non permettere gli spostamenti pure verso gli alberghi? Piemontesi e lombardi in arrivo sarebbero tanta roba.

Ieri sembrava che questa possibilità di spostarsi, come sosteneva Berrino, fosse in realtà una semplice interpretazione, mentre oggi è confermata da una circolare del ministero dell’Interno.

Un’occasione anche per il lavoro in smart working da svolgere con il panorama del Mar Ligure invece che in un anonimo alloggio di Torino o Milano.

Naturalmente non sarà affatto facile allargare la possibilità di spostarsi dalle seconde case anche verso le strutture ricettive, ma certamente sarebbe una cosa legittima, come rileva Carlo Scrivano, direttore dell’Upa, l’Unione Provinciale Albergatori di Savona: “Case vacanze e residence, intanto, hanno le stesse caratteristiche delle seconde case e non ci sarebbe quindi alcuna ragione per escluderli”.

Aggiunge Scrivano: “Naturalmente potrebbero beneficiarne anche gli alberghi, ma per la sopravvivenza di molti di loro occorre purtroppo ben altro. Il nuovo orizzonte, forse l’ultima frontiera, è Pasqua, ma è ovviamente troppo presto per fare previsioni”.

L’intera vicenda seconde case resta comunque incerta, perché la solita ala rigorista del governo vorrebbe un nuovo provvedimento per vietare ogni genere di spostamento tra regioni.

Sullo sfondo della giornata galleggia un promettente annuncio di Toti sul fatto che l’indice Rt in Liguria stia calando, quindi con qualche speranza di rivedere la zona gialla.

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