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Covid, tre casi di variante inglese in Liguria: tra i contagiati anche un savonese

La conferma del direttore del dipartimento di Igiene del Policlinico San Martino Giancarlo Icardi

Liguria. Sono 3 i casi di variante inglese del covid isolati al momento in Liguria. I casi riguardano una persona residente in provincia di Genova, una nel Savonese e una nello Spezzino. Il presidente di Regione Liguria aveva già anticipato la possibile notizia nelle scorse ore, ora arriva la conferma ufficiale da parte del direttore del dipartimento di Igiene del Policlinico San Martino Giancarlo Icardi.

Per quanto riguarda il caso savonese, l‘Asl2 precisa che si tratta di un paziente di 65 anni proveniente dal Regno Unito, che è stato ricoverato presso l’Ospedale di Albenga sabato 9/1/2021 per sintomatologia compatibile da Covid 19.

“A seguito di appositi accertamenti effettuati presso l’Igiene del San Martino (struttura di riferimento regionale) si legge in na nota – il paziente è risultato essere affetto da variante inglese di SARS-Cov-2. Si sottolinea come i protocolli di tracciamento dei contatti e di assistenza clinica all’interno del reparto non necessitano di variazioni rispetto agli attuali e quindi venga garantita la sicurezza   anche in questo caso. Il paziente, allo stato attuale è in lieve miglioramento”.

“Sono persone che hanno avuto contatti con il Regno Unito – sottolinea il professor Giancarlo Icardi all’Ansa – Avuto notizia della variante è scattata l’allerta per i nostri organi territoriali. Abbiamo monitorato le persone di ritorno dalla Gran Bretagna e sequenziato tutto il genoma e delle potenziali 11 persone positive alla variante inglese in 3-4 cluster, in 3 sono state riscontrate le mutazioni“.

Scattato quindi l’isolamento di prassi e l’eventuale tracciamento di caso di contatto ancora da verificare, seguendo il protocollo previsto per gli altri casi di Covid-19. Sono questi i primi tre casi verificatisi nella nostra regione: secondo gli scienziati questa tipologia di variante avrebbe un incremento del 70-80 per cento nella rapidità di trasmissione, cioè una maggior capacità di diffusione, anche se con un indice di letalità sostanzialmente invariato.

Quella inglese è solo una delle diverse varianti al momento isolate dagli scienziati di tutto il mondo: diverse mutazioni del virus son state individuate anche in Brasile e in Sudafrica, da cui prendono il nome. Negli ultimi giorni, in California, sarebbe stata individuata una nuova mutazione alla proteina spike, che secondo i ricercatori si sarebbe stabilizzata dando vita a quella che viene chiamata la variante californiana.

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