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Covid, Toti: “Basta con i giochetti della politica, alle Regioni non arrivano i vaccini”

"Tra compravendite e transumanze dei parlamentari per salvare il governo si dimentica le situazione sanitaria"

Liguria. “Mentre a Roma, gli stessi che condannavano con disprezzo queste pratiche, giocano alla compravendita e alla transumanza dei parlamentari per salvare il governo Conte e le poltrone, alle Regioni non arrivano i vaccini. Dopo giorni passati ad alimentare quasi una gara tra i territori a chi ne faceva di più, criticando chi prudenzialmente come noi metteva da parte vaccini per i richiami, ora da Roma ci comunicano che Pfizer consegnerà il 29% in meno di quelli previsti, mettendo a rischio le seconde dosi”.

Lo afferma il presidente della Regione Liguria, commentando la situazione politica nazionale e allo stesso tempo il contesto sanitario legato al Covid.

“Senza fare polemiche, il nostro Paese in questo momento ha bisogno di un Governo in grado di fare scelte e prendere decisioni in fretta e bene, e le regioni hanno bisogno di interlocutori certi che abbiano i numeri, le maggioranze parlamentari necessarie, le idee chiare per affrontare i compiti che ci aspettano nelle prossime settimane”.

“Oggi il Commissario Arcuri ha comunicato ufficialmente ai presidenti di regione che Pfizer ridurrà le dosi per l’Italia di quasi il 30 per cento – ha proseguito – Ci associamo alle sue proteste, perché è davvero poco serio che un’azienda così importante, che ha in mano uno strumento essenziale per la lotta al Covid, non rispetti i patti per le consegne. Se non fossimo stati prudenti a fare scorta, come del resto chiedeva lo stesso Arcuri, rischieremmo di rimanere senza vaccini per le seconde dosi. Ciò non accadrà in Liguria perché ad oggi abbiamo utilizzato, per la precisione, il 69 per cento dei vaccini a nostra disposizione” ha spiegato il governatore ligure.

“Per fortuna in Liguria, grazie alla nostra programmazione puntuale e all’accantonamento del 30% delle dosi arrivate, dalla prossima settimana saremo in grado di partire con i richiami e completarli regolarmente”.

“La nostra regione è al 70% delle somministrazioni e non si ferma: a fine gennaio avremo le prime 1.700 dosi di Moderna e ci auguriamo che i vaccini tornino ad arrivare nelle quantità previste al più presto per partire con la fase 2”.

“Capite bene che in questa situazione tanto complessa, l’Italia non ha bisogno di assistere a imbarazzanti giochetti di palazzo mentre il contagio avanza e l’economia è in ginocchio. Se questo Governo ha i numeri e una maggioranza coerente e coesa vada avanti, altrimenti si apra formalmente la crisi, la parola passi al capo dello Stato, i partiti tutti responsabilmente si adoperino per dare le risposte che il Paese aspetta. Gli italiani hanno bisogno di un Governo stabile, serio e preparato, ora più che mai”.

E da domani scatta la zona arancione: “E’ stato deciso sulla base di dati ormai superati, ma con il Covid non si può scherzare e bisogna mantenere un criterio di prudenza, nella speranza che sia l’ultima volta che dobbiamo intervenire con misure così drastiche e dolorose per tante categorie e per tutti i cittadini. Siamo ancora in una fase piuttosto importante di presenza del virus ma abbiamo segni di miglioramento. I vaccini dovrebbero aiutarci a contenere il contagio e a procedere a qualche riapertura, quando avremo vaccinato la popolazione più esposta. Anche dai dati di oggi rileviamo un’incidenza in calo, siamo su livelli più bassi della media delle regioni italiane. La provincia di Savona ha RT e incidenza leggermente più alti, probabilmente perché era rimasta un po’ meno esposta nella prima fase della seconda ondata e oggi paga un filo di più il contagio sui territori. Per quanto riguarda i ricoveri ospedalieri, i dati confermano minori accessi: oggi sono 11 in meno e ci avviciniamo alla soglia psicologica dei 700, che sarebbero meno della metà di quelli che erano ricoverati nel pieno della seconda ondata. Quasi tutti gli ospedali hanno liberato posti, le terapie intensive rimangono stabili. Siamo sulla strada giusta, le prossime due settimane in arancione aiuteranno a migliorare ancora la situazione”.

“Cerchiamo di rispettare tutti le regole per tornare in fascia gialla già tra due settimane e in futuro, perché no, in fascia bianca – ha concluso – Per questo abbiamo tenuto chiusa la didattica in presenza. È un momento in cui dobbiamo stare molto attenti: tra due settimane potremmo tornare a una normalità relativa, con la speranza di non dover interrompere più le lezioni fino a giugno. Teniamo duro tutti, abbiamo un lieve miglioramento sui dati, posti letto e terapie intensivi disponibili, un sistema di screening e vaccinazioni che funziona; continuiamo così nella speranza che il Governo riesca a garantire un flusso costante di vaccini” ha concluso Toti.

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