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Covid, l’appello dei sindacati: “Le scuole vanno riaperte in sicurezza, si attivino le prefetture”

"Basta ai rimpalli di responsabilità, le misure di controllo della percentuale di riempimento dei mezzi sono inadeguate"

Liguria. “Si attivino le prefetture, basta rimpalli di responsabilità, le scuole vanno aperte in sicuerezza” Così le organizzazioni sindacali che ieri hanno incontrato Regione Liguria  per discutere sulla ripresa delle attività scolastiche in presenza per gli studenti delle scuole superiori.

“L’obiettivo – spiegano da Cigl, Cisl e Uil – era coordinare le azioni messe in campo dai prefetti, che rischiano di essere disomogenee fra le province liguri e di non garantire la sicurezza di utenti e lavoratori della scuola e dei trasporti. Il confronto ha scontato la difficoltà figlia della scelta del Governo di parcellizzare la discussione. Restano irrisolti molti aspetti, primo fra tutti la gestione del monitoraggio sanitario e della tutela della sicurezza di studenti e lavoratori”.

“Abbiamo ribadito con forza – continuano – la necessità di un coordinamento regionale con tutti i soggetti coinvolti, per mettere in atto tutte le condizioni che garantiscano la massima sicurezza per tutti. Condizioni che, a oggi, non ci sembrano ancora adeguate. Contestiamo sia il metodo, poiché non sono state coinvolte durante la stesura dei piani provinciali, sia il merito, in quanto mancano le misure adeguate di controllo della percentuale di riempimento dei mezzi e del distanziamento nelle stazioni e alle fermate. In assenza di verifiche, i limiti di riempimento rischiano di essere solo foglie di fico che non garantiscono alcuna tutela contro il contagio. Il servizio programmato, inoltre, risulta insufficiente rispetto alle necessità per le evidenti carenze di mezzi e personale, da tempo denunciate dal sindacato”.

E poi sottolineano: “Non condividiamo il continuo rimpallo di responsabilità che scarica sul Governo, sul Ministero dei Trasporti e sulla Regione l’onere di scelte evidentemente molto scomode, soprattutto in un panorama di scarsità di risorse ormai strutturale. Riteniamo invece che la responsabilità sia delle Prefetture, che in una fase come quella attuale non possono e non devono sottrarsi dallo svolgere, nella gestione della problematica scolastica, quel ruolo centrale di coordinamento che sta in capo solo a loro, in grado di rendere il rientro a scuola sicuro.  Inoltre non è più procrastinabile una forte programmazione e un potenziamento delle misure sanitarie di prevenzione e sorveglianza”.

Ma non si è trattato di un primo incontro sull’argomento, le organizzazioni sindacali, infatti, lo scorso 31 dicembre, hanno discusso con la Prefettura di Genova, sempre sul tema delle riapertura delle scuole, didattica in presenza in sicurezza, organizzazione dei trasporti e gestione delle problematiche sanitarie a partire dal monitoraggio dell’epidemia negli istituti. “In quella occasione – raccontano – abbiamo sollevato criticità in merito al sistema dei trasporti e in particolare alla mancanza di mezzi e autisti, ai problemi relativi alle verifiche delle capienza a bordo dei mezzi e del distanziamento alle fermate. Per quanto riguarda la scuola, Cgil, Cisl, Uil hanno rilevato le difficoltà organizzative  in un contesto di cronica carenza di organici, solo in parte alleviata quest’anno da risorse aggiuntive, indicando in un complesso di interventi finalizzati a ridisegnare tempi, orari, modalità del lavoro, anche della città, con una partecipazione attiva delle parti sociali l’unica soluzione possibile”.

“Purtroppo a questo atteggiamento  propositivo di  Cgil, Cisl e Uil – concludono – non era seguito un approccio altrettanto collaborativo da parte della Prefettura di Genova, che non aveva fornito i dati e i dettagli del piano per la ripartenza,  senza dare quindi la possibilità alle organizzazioni sindacali di entrare nel merito delle numerose problematiche sollevate”.

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