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Confcommercio, tutti contro Bertino: 10 sigle ricorrono all’arbitrato per annullare l’assemblea che lo ha eletto

"Gravi inadempimenti nella convocazione dell'assemblea, mancanza di confronto democratico"

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Provincia. Tutti contro uno. Ben 10 sigle aderenti a Confcommercio, di fatto tutte le principali (Federalberghi, Fipe, Silb, Fiavet, Sib, Faita, Fimaa, Fida, Ascom delegazione Savona e delegazione Finale Ligure), “dichiarano guerra” allo storico presidente Vincenzo Bertino, rieletto il 27 novembre scorso. E lo fanno – formalmente – chiedendo l’annullamento dell’assemblea elettiva e annunciando la richiesta di accesso ad arbitrato presso il tribunale di Savona.

Le varie associazioni di categoria aderenti a Confcommercio Imprese per l’Italia hanno depositato un documento di 27 pagine sulle inadempienze relative alla forma in cui è stata convocata l’assemblea elettiva con, dicono, “gravi violazioni statutarie“. Nel mirino vari aspetti come, ad esempio, la fase di “verifica dei poteri”, ossia la valutazione degli aventi diritto al voto e il peso dei voti che ottiene ciascuno: una fase che a Savona sarebbe durata solamente un’ora quando invece, in altre realtà dello Stivale, si svolge nell’arco di più giornate.

“Stiamo parlando di un arbitrato, non di una causa, in cui si chiede al presidente del tribunale di nominare tre arbitri – ha affermato Fabrizio Fasciolo, presidente del Silb e principale sfidante di Bertino -. Durante l’assemblea abbiamo notato atteggiamenti vessatori nei nostri confronti, non ci è stato permesso di esprimere i nostri programmi. Purtroppo esistono diverse situazioni provinciali e regionali che hanno avuto le nostre stesse problematiche”.

“Secondo noi – spiega Barbara Bugini, presidente regionale di FAITA Confcommercio – l’elezione è stata fortemente viziata ed è stata una brutta pagina per l’associazione di Confcommercio. Abbiamo registrato gravi carenze e la mancanza di confronto. Abbiamo quindi chiesto che venisse annullata l’assemblea per eliminare i vizi che ci avrebbero fatto fare una pessima figura. Quello che oggi chiediamo è il rispetto della democrazia che deve essere alla base della vita associativa“.

“L’arbitrato si snoda su vari punti – entra nel dettaglio Bugini -: la convocazione era la seconda convocazione di un’assemblea ordinaria che risaliva a mesi prima, ottenendo così i vantaggi che ha la seconda convocazione con quorum quantitativamente inferiori. La seconda riguarda l’ineleggibilità del presidente Bertino che è stato eletto per cinque mandati consecutivi, quando il massimo previsto è di due. Inoltre, abbiamo rilevato un’incongruenza sul peso attribuito a ciascuna categoria per quello che riguarda il numero di voti attribuiti. A Confcommercio Savona sono stati attribuiti meno voti di quelli che sono certificati dalle associazioni nazionali ponendolo in una situazione svantaggiosa rispetto all’altro candidato. Sono stati utilizzati 54 voti di associazioni non costituite, sono state date deleghe a persone che hanno votato per il presidente Bertino determinando il risultato elettorale”.

“E’ stata negata la verifica dei poteri fatta congiuntamente in maniera paritetica. E’ stata fatta all’interno di Confcommercio senza alcun confronto sui numeri che non ci tornavano – ha detto ancora Bugini -. Siamo arrivati alle elezioni senza approvare il bilancio, violando il codice statutario e morale. Sono stati violati i principi di trasparenza e democraticità e condivisione che sono enunciati nel codice etico che vincolano ogni confederazione. I principi di collaborazione e partecipazione sono alla base della vita associativa di Confcommercio. Chiediamo la sospensione e l’annullamento di questa elezione per ridare dignità alla Confcommercio”.

E sull’ipotetico scenario che verrebbe a concretizzarsi in caso di accoglimento della richiesta, Bugini precisa: “Se dovesse essere accolta la nostra richiesta ci ritroveremmo a dover rifare l’assemblea elettiva da zero. Quindi zero a zero palla al centro. Stessi candidati o magari anche altri candidati. Abbiamo chiesto anche una sospensiva, perché purtroppo in questo momento non essendo legittima l’elezione di Bertino non possiamo riconoscerlo come presidente e tutti gli atti che sta compiendo a nome di Confcommercio per noi sono formalmente illegittimi e come tali chiediamo insieme all’annullamento delle elezioni anche quello delle delibere. Si potrebbe evitare di arrivare sino in fondo se ci fosse la possibilità di trovare una soluzione alternativa in grado di soddisfare le richieste di tutti”.

Delusione e amarezza per il percorso intrapreso sono state espresse anche da Enrico Schiappapietra del Sib Confcommercio: “Ci troviamo di fronte ad una associazione verticistica – ha detto – che vede un uomo solo al comando da 25 anni. Questo era accettabile ed è stato accettato in passato quando non eravamo nella situazione di oggi, con una forte pandemia che ha annientato molte attività economiche, paralizzandoci dietro alle nostre serrande abbassate. Noi avremmo bisogno di un’associazione che, al contrario, sia al fianco dell’associato, al contrario di una associazione verticistica”.

“È inconcepibile – continua Schiappapietra – che la gestione di una associazione importante come Confcommercio sia così gestita. Lo dico con amarezza, arrivare a questo arbitrato è spiacevole. Ma se non ci sarà spazio all’interno di Confcommercio saremo costretti a cercare spazio altrove. È l’ultima spiaggia, non è quello che vogliamo, perché vorremmo continuare a lavorare per Confcommercio”.

“Noi siamo Confcommercio, vogliamo rimanerci e stiamo lottando per cambiarla. Per noi uscire da Confcommercio sarebbe una gravissima sconfitta e sarà l’ultima delle nostre soluzioni. Non è il nostro traguardo, ma è anche vero che da Confcommercio continuiamo a ricevere inviti diversi. Troviamo solo porte chiuse e ci tocca lavorare al di fuori, che è una tristezza. Noi come Sib, provincia id Savona, abbiamo un ufficio fuori dagli uffici di Confcommercio. Non è giusto, non è etico. Lancio un appello a Bertino, che dovrebbe avere una maturità di un certo tipo vista l’età, a fare un passo indietro – ha concluso Schiappapietra -. Questa è una lite che perderà e che farà un danno irreparabile ad una associazione importante come Confcommercio”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Laura Chiara di Ascom Savona: “Stiamo vivendo un momento drammatico per il nostro commercio e proprio per questo motivo serve un’associazione brillante e innovativa in grado di supportare i nostri commercianti – ha affermato -. Purtroppo da tempo Confcommercio non risponde a queste esigenze e noi come Ascom siamo i primi ad essere in difficoltà a supportare il tutto”.

“Confcommercio con il tempo si è occupata più di consolidare posizioni e poteri, ma non è questo quello di cui hanno bisogno i commercianti – ha commentato duramente Chiara -. Abbiamo sperato in un rinnovo di presidenza, eravamo compatti e volenterosi, ma questo non è avvenuto e siamo dovuti ricorrere agli avvocati, ai tribunali, per avere quella chiarezza e trasparenza che più volte abbiamo richiesto”.

“Noi abbiamo sempre mantenuto la nostra posizione, non contro una persona, ma a sostegno di alcune idee – ha detto Laura Forzano, presidente Fimaa Confcommercio Savona -. Abbiamo continuato a chiedere la sospensione di questa fase elettiva per cercare una soluzione. Qui si parla di condividere un percorso e se non è condiviso non si può accettare una posizione di questo genere all’interno di una associazione. Noi siamo uniti e volgiamo rimanere qui. Noi siamo in Confcommercio ma vogliamo avere voce”.

La riconferma alla presidenza di Confcommercio, dopo 25 anni, di Vincenzo Bertino aveva suscitato immediatamente perplessità ed era stata preceduta da aspre critiche che avevano portato a un’inevitabile spaccatura all’interno dell’assemblea. L’avversario, Fabrizio Fasciolo, del Silb, aveva contestato fin da subito l’esito della votazione e aveva preannunciato di presentare ricorso. “Bertino ha prevalso con 173 voti a 145 – aveva spiegato lo sfidante, ma si è ‘appropriato’ di 54 preferenze delle cosiddette categorie non costituite che non avrebbero dovuto essere conteggiate. Se così non fosse stato la nostra lista avrebbe prevalso senza problemi”.

I giorni precedenti alle elezioni sono stati turbolenti: “Nessuno deve rimanere per diritto monarchico, ma esclusivamente per meriti propri e della capacità di lavorare in gruppo”, dichiaravano i dissidenti all’interno dell’assemblea a poche ore dal voto. Il terreno di scontro era legato a vizi di forma relativi alle liste dei votanti, peso delle varie categorie, ammissioni e meccanismi delle elezioni, oltre che sui bilanci dell’associazione e precedenti modifiche dello statuto che avrebbero permesso a Bertino di ricandidarsi per così tanti mandati. Fasciolo aveva spiegato: “Prima dell’elezione ci sarà l’assemblea straordinaria per apportare le modifiche che renderebbero ancora una volta rieleggibile Bertino, alla quale non parteciperemo”.

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