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Concessioni balneari, un precedente pugliese potrebbe demolire la Bolkestein in Liguria

Pucciarelli e Viviani (Lega) citano il Tar di Lecce: "Decine di famiglie decidono di rischiare senza lavoro, è il momento di dare sicurezza"

Liguria. “Mentre decine di famiglie tra balneari e lavoratori del porto rischiano di restare senza lavoro per la cancellazione, in barba alle leggi nazionali, della proroga fino al 2033 delle concessioni, il Tar di Lecce con una sentenza storica ha scritto un pezzo di storia del diritto sul demanio marittimo italiano”. Lo scrivono in una nota il deputato Lorenzo Viviani e la senatrice Stefania Pucciarelli della Lega, entrambi liguri.

“Il presidente Antonio Pasca, con 5 distinte sentenze (le numero 71, 72, 73, 74 e 75/2021) emesse il 15 gennaio, demolisce la decisione del Comune di Lecce di non applicare l’estensione al 2033 delle concessioni balneari e di proporre al suo posto una proroga tecnica di tre anni, con una situazione simile in provincia di Genova e in alcuni comuni dello Spezzino”.

In Liguria infatti i sindaci di Chiavari, Sestri Levante, Lavagna, Moneglia e Zoagli hanno annunciato di apprestarsi a prorogare di un solo anno le concessioni. Ma secondo il Tar di Lecce infatti “la direttiva Bolkestein non è auto-esecutiva e non trova diretta applicazione nello Stato italiano, pertanto in assenza di altre norme deve prevalere la legge nazionale a oggi valida e in vigore, che dispone l’estensione al 2033 delle concessioni demaniali marittime”.

Secondo i parlamentari leghisti “i giudici amministrativi hanno dunque confermato il ragionamento interpretativo, proprio riferito ai principi di diritto europeo, già sostenuto con precedenti sentenze. In piena crisi pandemica è il momento di dare sicurezza alle imprese per crescere e pianificare la nuova stagione. Senza subire la concorrenza di chi il problema lo risolve applicando le leggi italiane: le proroghe tecniche annuali sono illegittime, i comuni hanno l’obbligo di applicare la legge n.145/2018. Altrimenti le responsabilità avranno un indirizzo preciso e qualcuno dovrà renderne conto”.

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