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Carcere in Valbormida, l’appello di Lambertini e Dotta al Governo: “Far partire subito l’iter”

“Non è una gara, il successo dell’operazione è portare il carcere in Valbormida”

Valbormida. Si sarebbe dovuto svolgere entro oggi, 15 gennaio, il sopralluogo delle aree in Valbormida per la realizzazione del nuovo carcere della provincia di Savona. O meglio, così aveva indicato l’onorevole Franco Vazio. La data invece è stata posticipata. A preoccupare i sindaci di Cairo Montenotte e Cengio (le due città selezionate per il nuovo penitenziario), però, non è tanto il rinvio del sopralluogo, quanto il fatto che ancora non sia partito l’iter per rendere ufficiale la nuova costruzione.

“Questa settimana ho avuto un contatto con il responsabile del ministero della Giustizia – spiega il sindaco cairese Paolo Lambertini – per fissare l’appuntamento per il sopralluogo che dovrebbe svolgersi entro fine mese. Certo, il sopralluogo è importante per individuare l’area e per accertarsi che quelle proposte sia a Cairo che a Cengio rispettino i requisiti, ma in questo momento la priorità è che parta l’iter formale, senza il quale sarà impossibile procedere con l’approvazione, la progettazione eccetera”.

Sulle stessa linea anche il primo cittadino di Cengio, Francesco Dotta: “Mi auguro che il rinvio non sia una perdita di tempo, finché non partirà l’iter, saranno solo parole. Come sindaco e cittadino della provincia di Savona, auspico avvenga il prima possibile”.

Una scelta che dovrebbe ricadere su una delle due città e anche su questo punto i sindaci sono d’accordo: “Non è una gara, il successo dell’operazione è portare il carcere in Valbormida”. “Non c’è nessun campanilismo – commenta il primo cittadino cairese – in ogni caso ci saranno benefici per tutto la Valle”. Gli fa eco Dotta: “Con Lambertini abbiamo un rapporto di collaborazione e di stima reciproca, faremo le scelte migliori per il territorio”. E poi aggiunge: “Senza voler prevaricare su nessuno, ci adegueremo alla scelta, penso che dopo la faccenda dell’Acna, Cengio e i suoi cittadini meritino un po’ di ossigeno”.

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