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Caos autostrade, Vaccarezza: “Ricadute pessime in ogni settore, serve rete viaria degna di questo nome”

In mattinata code sulla A10 a causa della chiusura dei caselli di Pra e Pegli per lavori di manutenzione

Liguria. “La Liguria ha bisogno di infrastrutture, di una rete autostradale diversificata ed efficiente. Non si può pensare di vivere una vita in coda per le mancanze di chi può e deve decidere soluzioni per dare al territorio una rete viaria degna di questo nome”.

Così il consigliere regionale Angelo Vaccarezza commenta la situazione sulle autostrade liguri di questa mattina. Infatti, oggi nel tratto genovese di ponente della A10, tra Arenzano e Pegli, e in prossimità dell’allacciamento tra la A10 e la A26, si sono create delle code dovute alla chiusura dei caselli di Pra e Pegli per lavori di manutenzione.

“Stamattina sulla A10 tra Arenzano e Genova Pegli in direzione Genova – ricorda Vaccarezza – ci sono 8 km di coda per lavori. In questi giorni sono ancora chiuse: l’entrata e l’uscita di Genova Pegli in direzione Ventimiglia, l’uscita di Genova Pra in direzione Savona sono chiuse. Sulla A26 tra Masone e l’allacciamento con la A10 verso Voltri c’è 1 km di coda per lavori”.

“Questo bollettino – prosegue il duro commento del capogruppo regionale di Cambiamo – non è una favola, ma è la fotografia della situazione autostradale di questa mattina. Si è fatto tanto parlare di una situazione che per, anzi, da, mesi, sta letteralmente paralizzando la nostra regione”.

“Nella fantasia di chi sta a Roma nulla di tutto questo è reale. Tu chiamale se vuoi narrazioni” – continua il consigliere parafrasando la nota canzone di Lucio Battisti -. Non voglio ricordare il concetto espresso da chi avrebbe dovuto invece farsi parte attiva per trovare soluzioni. E non voglio nemmeno dire che sia sempre colpa di Autostrade, che per quanti demeriti possa avere, non può essere sempre il solito ‘colpevole noto'”.

“È ora di pensare in maniera diversa – conclude -, non vogliamo più leggere bollettini del traffico che significano una cosa sola: paralisi. In ogni settore, le ricadute sono pessime. Dobbiamo andare avanti e, diversamente da quanto abbiamo detto fino ad ora, non abbiamo più voglia di aspettare”.

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