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Archiviazione per la presunta diffamazione nei confronti di Bassetti

Le critiche sono espresse nei limiti della verità dei fatti storici, della continenza e dell'interesse pubblico

Liguria. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Genova, dottoressa Angela Maria Nutini, ha archiviato la querela presentata dal professor Matteo Bassetti, rappresentato dall’avvocato Corrado Canfoglia nei riguardi della giornalista Monica Di Carlo, difesa dall’avvocata Elena Fiorini, e del capogruppo di Linea Condivisa in consiglio regionale Giovanni Battista Pastorino, difeso dall’avvocato Massimo Boggio. Il medico aveva querelato i due per “diffamazione a mezzo stampa”. La giornalista era stata querelata per due articoli pubblicati sul sito online genovese genovaquotidiana.com.

“È una decisione che ci soddisfa e che costituisce un punto fermo: posto che Il Giudice riconosce che il professor Bassetti ha volutamente sfruttato la propria immagine a fini commerciali, il Tribunale reputa che fosse nel diritto della giornalista criticarne scelte e sollecitare le riflessioni dei lettori e che l’abbia fatto nei limiti previsti dalla legge – dichiara l’avvocata Elena fiorini -. Al di là dell’aspetto giuridico, i temi della libertà di informazione e del diritto di critica ma anche delle fake news e della diffamazione sono di grande rilevanza e riguardano tutti noi”.

“Ringrazio l’avvocata Fiorini per avermi tutelato da accuse molto pesanti, la cui pena è la reclusione da sei mesi a tre anni oltre a una multa – dice la giornalista Monica Di Carlo -. L’eventuale condanna avrebbe aperto, ovviamente, le porte a una causa civile per la richiesta danni. Al di là del mio fatto personale, ritengo fondamentale per tutta la mia categoria professionale che il Gip abbia voluto chiarire i limiti che distinguono il diritto di cronaca dalla diffamazione”.

Per uno degli articoli era stato querelato anche Pastorino, di cui GenovaQuotidiana ha pubblicato copia della la lettera alle autorità universitarie in uno degli articoli. In prima battuta il pubblico ministero dottoressa Eugenia Menichetti ha chiesto l’archiviazione della denuncia contro Monica Di Carlo per la veridicità dei fatti riportati, la continenza dell’esposizione e l’interesse pubblico dei contenuti. L’avvocato del professor Bassetti si è opposto all’archiviazione. Il gip ha deciso che l’ “opposizione deve ritenersi inammissibile per la tardività della stessa”, ma ha voluto aggiungere che “l’opposizione non meriterebbe accoglimento neppure nel merito”.

Per quanto riguarda le accuse mosse alla giornalista, archiviando la denuncia del professor Bassetti, la dottoressa Angela Maria Nutini ha scritto: “Per quanto attiene all’articolo non è contestata la veridicità dell’avvenuta sottoscrizione da parte dei familiari dell’opponente di un contratto con la Protezione Civile per la collocazione dei pazienti covid’, come così come della soppressione della sessione di esami universitari del marzo 2020 e dell’utilizzo della propria immagine associata a prodotti commerciali. Neppure si nega la veridicità delle riflessioni dell’epidemiologo nella fase iniziale della pandemia, giudicate criticamente dal giornalista impropriamente rassicuranti. Non si ritengono superati i limiti della critica. già si è chiarita la veridicità dei fatti. È indubbio il pubblico interesse delle notizie pubblicate: proprio in ragione dell’incarico ricoperto all’interno del policlinico assumeva rilevanza che i familiari dell’epidemiologo avessero convertito l’albergo in residence per malati Covid e che il medesimo associasse la propria immagine a prodotti commerciali, così come in qualità di professore universitario avesse deciso di eliminare una sessione esami ed infine che, in qualità di scienziato, esprimesse valutazioni rassicuranti circa l’evoluzione della pandemia. Si osserva che, d’altro canto, nell’articolo opponente non viene mai appellato come assenteista né come approfittatore della situazione emergenziale, Essendo riportati meri fatti oggettivi in tono sicuramente polemico ma non denigratorio. Si reputa dunque che fosse nel diritto del giornalista criticare le predette scelte e sollecitare le riflessioni dei lettori e che l’abbia fatto nel rispetto dei presupposti della verità dei fatti storici posti a fondamento della elaborazione critica, della continenza nell’esposizione, dell’interesse all’informazione dell’opinione pubblica”.

“Il professore Matteo Bassetti mi ha querelato per diffamazione in merito a una mia lettera inviata il 29 marzo 2020 e al relativo comunicato stampa – dichiara il capogruppo di Linea Condivisa Gianni Pastorino – Nella missiva mi rivolgevo al Rettore dell’Università e al Preside della Scuola di Scienze Mediche e Farmaceutiche per chiedere di verificare se alcune esternazioni pubbliche del virologo non fossero eccessiva per un dipendente pubblico, mentre nel comunicato stanza semplicemente riportavo il mio operato per renderne conto all’elettorato”.

“La procura di Genova aveva richiesto l’archiviazione della querela non rilevando alcuna ipotesi di reato, ma il professor Bassetti si è opposto all’archiviazione e ha voluto portare la causa di fronte a un Giudice . Sono molto lieto di comunicarvi che la giudice Angela Maria Nutini ha disposto l’archiviazione – annuncia il consigliere Pastorino – dal momento che non si rilevano  nella mia nota gli estremi per procedere con il reato ipotizzato, sia nel merito che sul piano processuale. L’opposizione alla richiesta di archiviazione è infatti stata presentata oltre i limiti previsti dalla legge e con modalità erronee, come eccepito dal mio difensore”.

“Ringrazio particolarmente l’avvocato Massimo Boggio che mi ha assistito, sia per la sua riconosciuta competenza che per il particolare impegno profuso – fatto non da poco quando si affronta un procedimento di natura penale – prosegue Pastorino – Matteo Bassetti ha volutamente sfruttato la propria immagine a fini commerciali, e questo è quanto riportato testualmente anche nella sentenza. Ed è proprio su questa condotta, che personalmente non ritengo appropriata per un pubblico dipendente, che ho lecitamente chiesto chiarimenti ed altrettanto lecitamente ne ho dato comunicazione ai cittadini e alle cittadine in totale trasparenza attraverso gli organi di stampa”.

“Si tratta di un provvedimento che è certamente chiaro e coerente con i principi fondamentali dell’esercizio del diritto di critica e di cronaca ormai consolidati nella giurisprudenza di legittimità – dichiara l’avvocato Massimo Boggio – La giudice, non si è fermata alle questioni di carattere processuale  che ho sollevato, pur accogliendole, ma ha altresì riconosciuto la veridicità e la legittimità delle affermazioni contenute nella segnalazione inviata dal consigliere Pastorino al Rettore dell’Università e al Preside della scuola di Scienze Mediche,  nella qualità di Vice Presidente della ‘Commissione Sanità, Salute e sicurezza sociale’ ed  in base al mandato popolare, qualità che rendeva doverosa la  richiesta di chiarimenti circa condotte che reputava non confacenti ad un pubblico dipendente. Da sottolineare che il GIP,  come si può leggere nella motivazione, ha ritenuto tra l’altro provate, e perciò di  indubbio pubblico interesse, le notizie relative al fatto che il Professore “associasse la propria immagine a prodotti commerciali ed esprimesse valutazioni rassicuranti circa l’evoluzione della pandemia”.

“Credo che sia un traguardo importante anche l’archiviazione disposta dalla giudice per la giornalista Monica Di Carlo, querelata anche lei per diffamazione in merito a due suoi articoli pubblicati su un quotidiano online e assistita dall’avvocata Elena Fiorini. Anche in questo caso non si sono superati i limiti della critica ed è stata confermata la veridicità dei fatti – conclude il capogruppo Pastorino – Una sentenza importante per ribadire ancora una volta che la stampa svolge un compito essenziale nella nostra democrazia, nell’informare correttamente la cittadinanza e vigilare sul corretto operato di chi governa o svolge un ruolo pubblico”.

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