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Albisola, pannello “Saludo al Mar” caso studio di una nuova tecnologia per la conservazione ceramica foto

Il particolare gel formerà un leggero stato incolore che isola la ceramica dal contatto diretto con gli agenti di degrado. Progetto pioniere a livello nazionale

Albisola Superiore. Il pannello in ceramica “Saludo al Mar” di Sosabravo sarà pioniere a livello nazionale nella conservazione del patrimonio artistico con tecnologie innovative.

Grazie alla collaborazione di Barbara Checcucci, restauratrice di Beni Culturali nel settore ceramico, e della ditta specializzata in nanotecnologie e diagnostica per il restauro Siltea srl di Padova, è stato realizzato un progetto pilota nazionale di conservazione preventiva. Tale progetto – avviato nel 2019 e malgrado le limitazioni imposte dalla pandemia ripreso nel maggio 2020 – verrà presentato a Faenza nel mese di aprile 2021 nel convegno organizzato presso il Museo Internazionale delle Ceramiche.

L’iniziativa, avviata in collaborazione con l’amministrazione comunale di Albisola, che fin da subito ha creduto nel nuovo prodotto, rientra nel più ampio obiettivo di recupero e tutela del ricco patrimonio artistico albisolese. Al centro di questo restauro innovativo c’è il pannello “Saludo al mar” di Alfredo Sosabravo, realizzato nel 2007 nella Scuola di Ceramica Comunale con la collaborazione di René Palenzuela.

L’opera situata sulla passeggiata Eugenio Montale di Albisola, è stata identificata come perfetto caso di studio per un approccio preventivo infatti il suo stato di conservazione non è tale da richiedere un restauro nell’immediato per cui in accordo con l’assessorato alla cultura, il pannello dell’artista cubano è stato sottoposto a un test per la conservazione preventiva, che è meno invasivo del restauro. Un caso unico in Liguria.

“Conservare il patrimonio ceramico artistico concepito come arredo urbano è una problematica attuale e di interesse comune, specialmente laddove è presente una secolare tradizione artigiana e artistica – spiega l’assessore albisolese alla cultura Simona Poggi – La passeggiata Eugenio Montale è un museo all’aperto che rende omaggio alla tradizione dell’arte ceramica della nostra città ed è un esempio emblematico per lo studio delle possibilità di intervento su questo materiale in ambiente esterno”.

“Realizzata seguendo il vecchio tracciato della dismessa ferrovia litoranea, nel tempo è stata arricchita non solo con l’Onda, la panchina curvilinea con pannelli di Carlè, Caminati, Luzzati ma anche con opere realizzate nell’ambito della Biennale di ceramica nell’arte contemporanea oltre ovviamente al pannello di Sosabravo protagonista del progetto pilota” aggiunge Poggi.

“L’esperienza sul pannello di Sosabravo è sicuramente l’inizio di un progetto pilota più esteso, che potrà essere consolidato ed arricchito di ulteriori dati e monitoraggi nel tempo – fa sapere la restauratrice Barbara Checcucci – L’utilizzo della tecnica sol-gel rappresenta uno strumento promettente per la conservazione preventiva della ceramica all’aperto, in termini di tutela dell’opera, di riduzione di tempi e costi per gli interventi e di fruizione nel luogo originario di installazione”.

Sul pannello è stata eseguita un’accurata pulitura, seguita dall’applicazione di un trattamento protettivo sol-gel a base di silice, tecnica già impiegata con successo in diversi contesti urbani su materiale ceramico di varia tipologia. Questa opzione è stata considerata adeguata in termini di compatibilità con la superficie da trattare, di durabilità e di resistenza chimico-fisica ad un ambiente particolarmente aggressivo come quello litoraneo.

Come spiega Michele Cecchin, Ceo e direttore tecnico di Siltea, “il prodotto applicato, in grado di formare uno strato sottile, incolore e trasparente di silice vetrosa, isola la ceramica dal contatto diretto con gli agenti di degrado, senza alterazioni estetiche o cromatiche. Il monitoraggio del trattamento è stato condotto attraverso metodi non invasivi come la microscopia digitale a fibre ottiche. Le misure eseguite in situ hanno fornito dati positivi ed incoraggianti che potranno essere presi a modello per altri interventi di conservazione preventiva su più opere”.

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