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Albenga, la proposta del consigliere Tomatis: “Sospensione del canone Rai per le strutture ricettive”

"Può superare i 6mila euro. I gestori sono costretti a pagarlo anche se sono chiusi"

Albenga. Sospendere il canone Rai per le strutture turistico-ricettive. Questa la proposta del consigliere Roberto Tomatis a sostegno di una delle categorie più colpite dalla pandemia da coronavirus.

“Esiste un tributo che è vivo e vegeto ed esce indenne dai vari provvedimenti sul Covid-19 che non è stato neppure preso in considerazione dai vari decreti – afferma il leghista –  è il canone di abbonamento speciale Rai, riservato a chi detiene apparecchi radio tv in alberghi, bar, ristoranti, cinema che è rimasto invariato per il 2020 e che lo sarà anche per il 2021, se non sarà ascoltata la voce di chi oltre ad essere chiuso deve pagare una tassa per un servizio che non viene utilizzato”.

“La tassa, infatti, è di possesso dell’apparecchio e, se non verrà modificato questo aspetto, resterà indifferente che vi sia un utilizzo o meno dell’apparecchio tv – spiega -. Un canone che ha importi che variano dai 195,87 euro a 6.528,27 euro per hotel a 5 stelle con più di 100 camere. Questo anche se gli hotel e le strutture ricettive sono chiuse. Proponiamo quindi che venga presa in considerazione la richiesta di una  sospensione della tassa almeno fino a fine pandemia”

L’invito del consigliere è rivolto al sindaco Riccardo Tomatis: “Gli chiediamo di farsi portavoce di questa richiesta, anche per dare un importante segnale di vicinanza ad una categoria estremamente colpita dalla crisi”.

“Sono momenti difficili per tutto il mondo del turismo nelle sue varie articolazioni – continua – Con il lockdown e l’altalena di aperture e chiusure in base al colore assunto dalle varie regioni, le strutture che operano nel turismo vivono una  profonda crisi e lanciano periodicamente per voce delle loro associazioni di categoria un grido d’allarme sulla sopravvivenza stessa degli alberghi e delle strutture ricettive. Un grido di dolore che riecheggia quale grido d’aiuto dell’intera categoria: molti albergatori infatti sono ancora esclusi dai ristori che potrebbero portare un minimo sollievo, ristori che  seppure  insufficienti, arrivano non a tutti e con incredibili ritardi, costringendo l’intera categoria a resistere per non fallire”.

“Per queste motivazioni è ancor più fastidioso assistere alla sordità del governo davanti al persistere di tributi che potrebbero essere sospesi in questa difficile fase pandemica” conclude Roberto Tomatis.

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