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11 gennaio 1921 – 11 gennaio 2021: il centenario di Settimio Pagnini

Parole che testimoniano lo spessore della sua figura

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Per il prestigioso 4° Torneo Città di Savona Settimio Pagnini, che si svolge tradizionalmente dal gennaio 2018, era prevista una grande manifestazione per il coincidente centenario della FIP. Purtroppo, non potrà avere luogo questo gennaio 2021 causa Covid-19.

Chiedo agli amici di dedicare attenzione alla lettura dei tre testi che seguono al fine di valorizzare gli essenziali insegnamenti che il nostro caro dott. Pagnini ha saputo trasmettere a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo ed apprezzarlo.

***
Caro Settimio….
…con quanto timore mi sono uscite le parole.
Eravamo a Sanremo, per il Jamborèe Nazionale Minibasket, un evento che ancora oggi, al ricordo, mi emoziona.
Come di consueto l’amico fraterno Sergio Balocco mi aveva chiesto la disponibilità per un incontro di aggiornamento con gli Istruttori Minibasket della zona, sempre un po’ decentrati e distanti dai normali programmi di coinvolgimento regionali.
Sotto il pergolato, a bordo piscina, facevamo i nostri incontri, con poche persone, in un clima di vicinanza che, nel tempo, abbiamo purtroppo perso.
Ti vidi arrivare, insieme all’inseparabile Anna, e ne fui sorpreso.
Conoscevo il tuo volto, conoscevo la tua storia, conoscevo, tramite altri, il rispetto e l’affetto che ti eri conquistato dal mondo della pallacanestro, ne percepivo la profondità ed il valore.
Non eri già più giovanissimo, mi sei venuto incontro e mia hai regalato il tuo sorriso, aprendomelo in quel viso colorato dal sole e profumato dal mare; mi dicesti che eri onorato di ascoltarmi!
Tu…Settimio Pagnini, per me leggenda e storia della pallacanestro, ti rivolgevi con umiltà, senza ostentare una forzata formalità, ma con una sincerità onesta e trasparente.
….con quanto timore sono uscite le mie parole!
Ti osservavo mentre esponevo i miei pensieri, le mie preoccupazioni (già allora!), i miei ragionamenti sul Minibasket, e tu, blocco aperto sulle gambe…prendevi appunti con rigore ed attenzione, ma soprattutto mi ascoltavi manifestando un atteggiamento di umiltà che mi tranquillizzò.
Anche le domande che mi facesti alla fine delle mie argomentazioni erano frutto di quella curiosità e di quel desiderio di capire e di conoscere che sono stati motore ed energia del tuo vivere la pallacanestro.
Alla fine mi salutasti ringraziandomi, e così per tutte le volte e per tutti gli incontri a seguire, in cui ebbi il piacere e l’onore di averti presente.
Da quel momento, vederti sotto un pergolato o sulla tribuna di una palestra ligure divenne rassicurante; pensavo a quanto esempio ci fosse nella tua presenza, quanta testimonianza di passione e di amore ci fosse per l’attività alla quale hai dedicato la vita, e speravo che i giovani presenti, ogni volta la percepissero.
Ancora oggi penso a quelle tue discrete presenze, ma penso soprattutto alla profondità del mare che andavi ad osservare, ogni giorno, e che probabilmente rappresentava al meglio il senso della tua vita.
Scrutavi l’orizzonte, cercavi l’infinito, senza porre limiti al tuo desiderio di conoscerlo.
Nei piccoli gesti delle grandi persone ci sono gli esempi che accompagnano il nostro crescere, grazie Settimio per ciò che hai insegnato a me e a tanti.
Con affetto.
Maurizio Cremonini

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Spesso la celebrazione di un Centenario si riduce ad essere un evento retorico e ridondante, privo di reale e sentita partecipazione. In questo caso, invece, ci troviamo di fronte ad un’eccezione.
Il ricordo di Settimio Pagnini unisce tutti coloro che l’hanno conosciuto in un momento di sincera commozione, di nostalgia e di autentico affetto.
Pagnini è sempre stato un esempio di dirittura morale, incarnando quei valori di cui una Società, nell’ espressione migliore del termine, non dovrebbe mai fare a meno.
Per questo motivo egli ha suscitato tanto rispetto, stima ed ammirazione. Ed è proprio per questo motivo che continueremo a ricordarlo, ad essergli riconoscenti e a volergli bene
Alberta P.

***
Caro Dottore, le do del lei perché gliel’ho sempre dato come diceva lei, alle persone che senti e reputi più autorevoli di te.
L’11 gennaio 2021 compie cent’anni come la sua amata FIP.
Ma più che di basket con lei oggi parlerei della suo essere stato sempre maestro di vita, perché credo che per lei il basket fosse un mezzo per insegnare ad essere onesti buoni, coraggiosi. Lei, dottore è stato insieme a mio padre e a pochi altri, colui che mi ha insegnato l’onestà e la rettitudine.
Quest’ultimo termine non si usa più e lo si vede nel mondo degradato di adesso.
Non so perché, ma la sua generazione che ha combattuto per noi per renderci liberi, proprio lei, con lo sport, ha fatto sempre questo.
Grazie
Felice R.

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