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Vaccarezza (Cambiamo) contro il nuovo decreto: “Sansobbia nuova invalicabile muraglia cinese” foto

"Divieti stabiliti su criteri sconosciuti"

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Liguria. “L’ennesimo coacervo di controsensi, divieti stabiliti sulla base di un criterio sostanzialmente sconosciuto”. Ad affermarlo è il consigliere regionale e coordinatore regionale di Cambiamo Angelo Vaccarezza, che si schiera contro il nuovo decreto che vieterà la mobilità tra comuni nei giorni 25 e 26 dicembre e 1 gennaio, sottolineando come in Liguria ci siano piccole realtà divise solo da confini amministrativi. E per farlo cita la più famosa canzone di Enzo Jannacci, “Vengo anch’io no tu no”, che Vaccarezza ritiene sia “la sintesi della nuova farsa Dpcm da parte del Governo”.

“Siamo abituati ormai a tutto. Ma almeno questa volta, speravo si potesse evitare la ‘forma’ di far ‘scappare’ la bozza di un Decreto in modo che gli italiani lo potessero leggere e sulla base delle critiche ricevute, fare la tara delle singole determinazioni. Perché di questo si tratta. Così non è andata, evidentemente”.

“Questo Dpcm impedirà a persone che vivono in provincia e non in una metropoli, di passare insieme le feste di Natale. Immaginate Albisola Superiore e Albissola Marina, con il Sansobbia nuova invalicabile muraglia cinese. O chi da Piampaludo non potrà recarsi a Vara. Per non parlare della mia Loano, dove chi risiede a Castagnabanca dovrà attraversare il bosco per non ‘sconfinare per 150 metri’ nel comune di Pietra. Mentre da Nervi a Voltri ci si potrà muovere liberamente come nei mille quartieri di Milano, Roma, Torino”, prosegue.

“Qualcuno cerchi di fare chiarezza su queste regole perché stiamo rasentando l’assurdo. E non tiriamo in ballo la storia sui pranzi delle feste di cui ‘si può fare a meno’. Ci sono nonni, genitori, figli, nipoti per i quali ritrovarsi a Natale è un momento fondamentale, perché vedete, io, nel valore degli affetti familiari, nella famiglia riunita, credo fermamente, pur nel rispetto delle regole sanitarie di base. Mi auguro che la versione definitiva di questo decreto venga modificata con intelligenza e un pochino di coerenza. Si può fare, credetemi. Anche se, visto l’incipit, ho i miei dubbi. Come da molti mesi a questa parte accade, restiamo in attesa”, conclude.

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