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Travolti dal treno, fuggivano dalla guerra e inseguivano la Stella Cometa della speranza: hanno ricevuto anche insulti

Le reazioni al tragico fatto di Quiliano hanno spaccato i savonesi in due, tra pietà e attacchi

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Quiliano. L’antefatto è purtroppo noto, lanciato e rilanciato tutta la notte dai telegiornali. Due ragazzi sui vent’anni, probabilmente curdi, sono stati travolti e uccisi da un treno regionale a Quiliano.

Seguivano la loro Stella Cometa, l’unica che potessero conoscere non parlando italiano e non avendo ovviamente nozioni di geografia: la ferrovia in direzione Francia, come aveva spiegato loro qualcuno a gesti, perché proprio la Francia volevamo raggiungere.

Scorrendo le notizie di IVG potrete rendervi conto di quanto è accaduto, delle reazioni contrastanti, dei sentimenti che un fatto così tragico ha suscitato. Fra tutti,  ci ha colpito la commozione dei militi delle ambulanze (leggi qui).

I due ragazzi morti sono probabilmente curdi, e appartengono dunque a uno dei popoli più traditi e massacrati al mondo. Ma farebbe poca differenza se fossero iraniani, iracheni o afghani, perché significherebbe che arrivavano da teatri di guerra, torture, morte e desolazione.

Eppure. Eppure sui social si sono scatenati anche coloro che non solo non hanno avuto compassione, ma sono passati persino agli insulti o a considerazioni che, non volendo ripetere certe frasi, possiamo raggruppare in tre fasce: coloro che hanno sostanzialmente detto che “se fossero stati a casa loro non sarebbero morti”; quelli che li hanno in pratica considerati degli stupidi “perché camminare sui binari è pericoloso”, e infine chi ha persino chiamato in causa i DPCM “perché se noi italiani siamo in giro a quell’ora ci multano”.

Oggi abbiamo dato la notizia di due ragazzi morti a Quiliano, travolti da un treno. Una notizia terribile, che in molti…

Pubblicato da IVG.it su Mercoledì 23 dicembre 2020

La rete è un prezioso strumento di modernità a cui evidentemente dobbiamo pagare qualcosa, anche se in circostanze così questo “qualcosa” è troppo e non si può non condividere il pensiero di chi reclama norme legislative più stringenti.

Non sappiamo con quale spirito, il giorno di Natale, queste persone abbracceranno figli, genitori, nonni o nipoti.

Preferiamo notare che, con il passare delle ore, cresce l’onda dei buoni sentimenti e di chi dopodomani avrà un pensiero per quei due poveri ragazzi e per tutti i popoli della Terra che soffrono per le guerre.
Prima di scrivere queste righe ci siamo tormentati molto, il sottoscritto e il nostro direttore Andrea Chiovelli, se fosse il caso o meno di commentare reazioni così fuori luogo, poi abbiamo concluso che era il caso di farlo, perché i lettori sapessero una volta di più che IVG è un posto – crediamo – di persone perbene da frequentare con la coscienza a posto.

Ah, Buon Natale a tutti.

Commenti

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