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Spostamenti vietati e Natale blindato, Toti furioso: “Il nuovo decreto non ha senso”

Il decreto legge approvato ieri sera prevede il divieto di spostamento tra regioni dal 21 dicembre al 6 gennaio, vietato uscire dal comune a Natale

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Liguria. “Qui invece del buon senso tanto auspicato vedo solo del non senso. E non mi pare che in Europa qualcun altro abbia fatto una cosa simile”. È una bocciatura su tutta la linea quella del presidente ligure Giovanni Toti che commenta su Facebook il testo del decreto legge, poi approvato dal consiglio dei ministri, che sancisce lo stop pressoché totale agli spostamenti durante le feste di Natale in attesa delle regole più specifiche contenute nel Dpcm in arrivo.

Dal 21 al 6 gennaio “sarà vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra le regioni, comprese quelle come la nostra che stanno uscendo anche dalla zona gialla”, osserva Toti, ma non saranno consentiti nemmeno i movimenti tra comuni il 25 e 26 dicembre e a Capodanno.

“Quindi succederà che il giorno di Natale, per esempio, se abitate a Carcare e vostra sorella e i nipotini vivono ad Altare non potrete andare a trovarli. Se vivete a Bogliasco, magari a sole due case da Genova, non potrete vedere i vostri genitori che abitano lì, a pochi metri da voi. Se vostra mamma vive sola a Laigueglia ma voi abitate ad Alassio, scordatevi di trascorrere il pranzo di Natale con lei”, osserva Toti.

Il governatore punta il dito contro i paradossi generati dai divieti: “Il ristorante è aperto ma è nel comune vicino, nella campagna, a due chilometri da voi? Non si potrà andare! Immaginatevi il pienone. E se proprio troverete un ristorante nel vostro comune per un pranzo solitario, poi non potrete neanche smaltirlo facendo una passeggiata tra Santa Margherita e Portofino. Ma in compenso si potrà partire da Nervi e fare indisturbati ben 30 km per arrivare a Voltri”.

“Ma chi scrive queste norme ha mai vissuto nella province italiane o solo nelle grandi città? Sa che il nostro Paese è composto da tanti piccoli comuni, uno vicino all’altro e che così separeremo milioni di italiani senza valide motivazioni scientifiche legate alla lotta contro il virus? Cosa cambierà dal 23 al 24 dicembre? Da cosa è motivata questa scelta?”, si chiede il governatore augurandosi che il testo venga cambiato. Cosa che alla fine non è successa: il decreto è stato pubblicato con questa formulazione in Gazzetta ufficiale.

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