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Savona, previsto un aumento del 20% sulla Tari: investimento di 12 milioni per la nuova raccolta differenziata

Tra le novità: raccolta porta a porta, ecosportello, ecobus

Savona. E’ in previsione un aumento del 20% sulla Tari, tassa sui rifiuti, per sostenere il costo del nuovo sistema di raccolta differenziata. Ad oggi, il gettito è di 13 milioni di euro, con l’aumento previsto è atteso un incasso di 15,8 milioni. Il costo pro capite passerebbe da una media di 218,13 euro a 262,63 euro.

Infatti, entrerà in esercizio da luglio 2021 la raccolta differenziata “porta a porta” che sarà a regime nel 2022 in tutti i quartieri della città. Il piano è stato presentato ieri, lunedì 21 dicembre, nella Prima Commissione Consigliare del Comune di Savona da Contarina S.p.A., l’azienda a cui Comune di Savona e Ata hanno affidato il piano industriale: una società di Treviso, a partecipazione pubblica, specializzata nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti.

Il nuovo sistema integrato dei rifiuti è caratterizzato da due novità. La prima riguarda appunto la raccolta porta a porta, il servizio che prevede il ritiro, presso ciascun “civico”, dei rifiuti in determinati giorni e ore, ad eccezione del vetro, per cui continueranno a essere disponibili le “campane” in strada. La seconda riguarda l’applicazione della “tariffa puntuale” attraverso il dispositivo transponder Rfid. Questa tecnologia, attraverso un chip, associa il sacchetto al proprietario, permettendo così di calcolare la quantità di rifiuti realmente prodotta.

La frequenza della raccolta porta a porta non è la stessa in tutte le zone della città. Escluso il ritiro dei rifiuti vegetali (una volta a settimana) e dei rifiuti organici prevista tre volte a settimana per il centro – zona litoranea e due volte a settimana per le zone a bassa densità, le due zone avranno frequenza (molto) diversa. La differenza è colmata dal volume dei sacchetti in dotazione (maggiore per le zone a bassa densità). Per il secco e la carta è previsto il ritiro 2 volte a settimana in centro e una volta ogni 15 giorni nelle zone a bassa densità. La plastica e i metalli tre volte a settimana nel centro urbano (1 volta a settimana nelle zone a bassa densità).

Sono previsti notevoli investimenti sia sul fronte delle risorse umane che sulle risorse materiali. Ci saranno 43 assunzioni, portando il personale a 157 dipendenti. Sarà rinnovato il parco mezzi (7,6 milioni di euro). Sono introdotte due novità di tipo logistico e organizzativo: il centro di raccolta dei rifiuti ingombranti verrà spostato, dalla zona Paip di Legino, dietro a via Molinero. Viene garantito un servizio di supporto all’utenza attraverso l’ecosportello (1,6 milioni), a cui i cittadini potranno rivolgersi per chiedere informazioni in merito alla Tari e al nuovo sistema di raccolta. Sarà predisposto un “ecobus”, un servizio di raccolta rifiuti itinerante, con pause di trenta minuti nelle apposite fermate, dove i cittadini potranno portare i rifiuti al di fuori degli orari prestabiliti per il ritiro porta a porta.

La gestione del servizio sarà affidata ad una newco formata da Ata S.p.A. (società a partecipazione pubblica, per l’85% dal Comune di Savona e il 15% dal Comune di Vado), che deterrà il 51% delle quote, e dall’azienda vincitrice del bando di gara che deterrà il restante 49%. Il nuovo modello mira a rendere più efficiente ed efficace la raccolta dei rifiuti nel savonese, oggi soggetta a varie problematiche e ad adeguarsi agli standard previsti dalla normativa europea di riferimento. L’obiettivo europeo fissa il limite massimo del totale dei rifiuti prodotti smaltiti in discarica al 10% entro il 2035, quindi almeno il 90% di raccolta differenziata. Per il 2021 l’obiettivo del Comune è raggiungere il 75%.

L’assessore Montaldo, nel corso del consiglio comunale di oggi, ha affermato che si tratta ancora di provvisorietà: “E’ Arera, l’autorità di regolazione per energia reti e ambiente, ad aver determinato la nuova modalità per poter poi effettuare la determinazione della tariffa. Noi avevamo approvato provvisoriamente per l’anno 2020 la tariffa che era in vigore nell’anno 2019. Ora invece il consiglio deve iniziare l’iter per determinare le tariffe del 2020. Il nuovo metodo avrà un supervisione del consiglio comunale e di un ente terzo, che regolamenta il servizio”.

Secondo il consigliere del Movimento 5 Stelle, Manuel Meles, “in questa fase si va a chiedere uno sforzo importante alle famiglie e ai commercianti per un servizio che oggettivamente non è all’altezza. Ma ci sono delle prospettive interessanti“.

 

 

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