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Ristori regionali, Tosi (M5s) all’attacco: “Ci sono attività chiuse da anni”

"Le tabelle allegate non sono corrette"

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Liguria. “Bene la delibera di Giunta regionale del 21 dicembre che stanzia fondi del Governo che dovevano essere utilizzati entro la fine del 2020: è certamente lodevole l’iniziativa dei contributi a fondo perduto per tutte quelle imprese che, come da codice Ateco inserite nella delibera, potranno ricevere un ristoro. Una bella boccata di ossigeno per bar, ristoranti, agenzie di viaggio, palestre, sale da ballo, discoteche, stabilimenti termali, attività di biblioteche e di archivi, musei, gestione di teatri, sale da concerto e altre strutture artistiche. Nulla da eccepire nel merito, fatta eccezione per un evidente errore tecnico. Scorrendo le tabelle allegate alla delibera, che riportano tutte le attività liguri che potranno accedere ai ristori, infatti, abbiamo scoperto che non poche imprese hanno cessato la loro attività da anni. Alla delibera di Giunta, dunque, che è un atto pubblico visibile a tutti, è stato allegato un documento che non è formalmente corretto”.

Lo dichiara il capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle Fabio Tosi.

C”Così, rischiamo che i fondi siano accessibili anche alle attività chiuse: essendo presenti negli elenchi, in teoria potrebbero inoltrare relativa domanda e ricevere i ristori. Cosa vogliamo fare per evitare l’ennesimo inghippo di cui potrebbero approfittare i furbetti? Il tempo stringe, perché la Giunta, con questa delibera, ha dato mandato alle Camere di Commercio di procedere a rendere disponibili sul proprio sito, a decorrere dal 15 gennaio 2021, le modalità per usufruire del contributo una tantum assegnato” aggiunge.

“Suggerisco a questo punto che si proceda celermente con un controllo incrociato con l’Agenzia delle Entrate al fine di verificare quali siano le attività operative e quali no. Ci sono addirittura piccole imprese che risultano chiuse da oltre 10 anni! Contestualmente, suggeriamo alla Giunta regionale di rivedere l’elenco per le somme che di conseguenza non potranno essere erogate per i ristori, inserendovi le attività escluse dai supporti economici. Penso ad esempio ai circoli ricreativi, realtà vitali per il tessuto sociale di molti quartieri e piccoli comuni che necessitano di fondi per poter un domani riaprire, così come penso ai negozi H24 di tutto il territorio genovese che, come ben sappiamo, hanno subito perdite consistenti essendo rimasti chiusi per oltre un mese nel solo comune di Genova, unico caso in Italia”, conclude Tosi.

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