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Pubblicità scandalo a Savona, Ops group contro Caprioglio: “Induce in confusione, non siamo proprietari dell’impianto”

"E' cosi difficile dire che Ops non c'entra nulla e scusarsi in modo definitivo?"

Savona. Continua il botta e risposta tra il sindaco di Savona Ilaria Caprioglio e Ops Group allo slogan pubblicitario di una concessionaria finito nella bufera in quanto giudicato sessista. Riceviamo e pubblichiamo l’ultima nota dell’azienda.

La risposta che è arrivata ad Ops Group dalla signora Sindaca di Savona Ilaria Caprioglio ha lasciato molto amaro in bocca. Premesso che le verifiche del caso debbono essere fatte prima di rilasciare comunicati alla stampa, lascia sorpresi il fatto che nonostante sia stato da Ops Group subito chiarito di nulla avere a che fare né con la campagna pubblicitaria né con gli impianti che la ospitano, il Comune, creando ulteriore confusione, ha da ultimo dichiarato alla stampa, senza altre specificazioni, che comunque il ‘proprietario degli impianti non può ritenersi estraneo’ cosi inducendo il pubblico a ritenere che Ops Group sia proprietaria e quindi, seppure indirettamente, responsabile. Davvero non si capisce perché si voglia ancora alimentare la confusione. É cosi difficile dire con chiarezza e senza altri commenti, che Ops nulla c’entra, che il Comune ha sbagliato e magari anche scusarsi in modo risolutivo?

Il sindaco, infatti, quando era venuta a conoscenza della pubblicità aveva provveduto attraverso la polizia municipale a risalire agli artefici, individuati nell’azienda Ops Group, e di aver “inviato una lettera invitandoli alla rimozione dei manifesti in quanto lesivi alla dignità della donna”.

Ma Ops Group si era dichiarata estranea. Il sindaco aveva risposto che si sarebbe scusata a nome dell’amministrazione comunale se l’azienda fosse stata realmente non responsabile. “Ho nuovamente richiesto alla polizia municipale di verificare la proprietà degli impianti in cui sono affissi i manifesti per comprendere se abbiano erroneamente indicato tale società – aveva aggiunto Caprioglio – Resta il fatto che il proprietario di un impianto pubblicitario che accoglie cartelloni di un soggetto autore di una campagna pubblicitaria sessista non possa dichiararsi estraneo e che come sindaco farò il possibile affinché tali manifesti vengano rimossi e non siano consentite in futuro nuove affissioni lesive della dignità delle donne”.

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