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Processo Tirreno Power, Uniti per la Salute: “Burlando ci disse che l’ampliamento non si sarebbe fatto”

L'ex presidente ligure testimonierà il 15 dicembre, oggi in udienza riferita una conversazione con lui: "Niente ampliamento, me lo ha detto De Benedetti"

Savona. “Incontrammo Claudio Burlando nel corso di una manifestazione a Cairo Montenotte. Esprimemmo i nostri dubbi sull’ampliamento della centrale a carbone e lui ci rispose di stare tranquilli, perché De Benedetti gli aveva detto che non si sarebbe fatto“. A rivelarlo oggi in tribunale a Savona è stata Emilia Piccardo, presidente dell’associazione Uniti per la Salute fin dalla sua fondazione nel 2007, nel corso dell’udienza legata al processo a carico di Tirreno Power per il quale sono imputati 26 persone, tra vertici e dirigenti dell’azienda, rinviati a giudizio per disastro ambientale e sanitario colposo.

Piccardo, durante la sua testimonianza, ha ripercorso alcune delle attività dell’associazione e, su richiesta dei legali delle parti civili, raccontato un episodio avvenuto il 21 novembre 2009 a Cairo Montenotte. Alcuni attivisti dell’associazione riferirono al consiglio direttivo di aver incontrato, nel corso di una manifestazione di protesta durante l’inaugurazione del parco eolico “Valbormida”, l’allora presidente della Regione Claudio Burlando: “Gli sottoposero le nostre perplessità – ha spiegato la testimone – e lui li rassicurò. Disse che l’ampliamento della centrale di Vado Ligure non si sarebbe fatto, e di averlo saputo parlando con Carlo De Benedetti”. La società elettrica del suo gruppo industriale, Sorgenia, all’epoca deteneva una quota di minoranza dello stabilimento vadese (oggi è al 50%, con il resto in mano alla francese Engie).

Proprio l’ex governatore ligure Claudio Burlando sarà uno dei due testimoni della prossima udienza, fissata per il 15 dicembre. Con lui sarà sentito anche Stefano Maggi: avrebbe dovuto testimoniare oggi ma, in seguito a una discussione (per le parti civili sarebbe un teste sia d’opinione che tecnico, per la difesa solamente tecnico), si è deciso di rinviare alla prossima udienza.

Prima di Piccardo ha parlato Maria Maranò, della segreteria nazionale di Legambiente. La testimone, nell’esame delle parti civili, ha raccontato come funziona l’Ufficio Studi di Legambiente. La difesa invece ha puntato sui report “Ecosistema Urbano”, redatti proprio da Legambiente, che si occupano delle varie performance ambientali dei capoluoghi di provincia: il report del 2011 classificava Savona al quarto posto in Italia per qualità dell’aria, e nel 2012 al terzo posto. Una discrepanza rispetto all’accusa di inquinamento rivolta a Tirreno Power che Maranò ha spiegato così: “Per l’aria vengono utilizzati i dati delle centraline delle istituzioni preposte, che però non rilevano l’inquinamento industriale ma solo quello urbano. E anche dove le polveri sono sotto i limiti di legge, va capito quali inquinanti veicolano”. L’avvocato di parte civile ha avvalorato questa tesi depositando una mappa che mostra la collocazione di tre centraline a 6 km dallo stabilimento Tirreno Power.

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