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Ponte Morandi, la perizia smentisce l’ipotesi di Aspi: “La bobina non ha causato il crollo”

Risultato di svariati calcoli ingegneristici sulla velocità e la traiettoria del tir

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Liguria. L’ipotesi di Aspi, presentata a novembre 2018, per spiegare la caduta del ponte è stata smentita dalle analisi svolte dai periti del gip Angela Maria Nutini. Autostrade sosteneva che la bobina fosse caduta dal tir mentre quest’ultimo transitava a cavallo del giunto tra la pila 9 e il tampone 10.

Prima di questa perizia, l’ipotesi era stata già a prima vista smentita dalla visione delle immagini della telecamere dell’azienda Ferrometal acquisite dalla Procura di Genova e rese pubbliche a luglio 2019 (guarda il video).

La perizia, con svariati calcoli ingegneristici sulla velocità e la traiettoria del tir, incrociati con i fotogrammi video, esclude definitivamente che la bobina si sia staccata dal camion prima che quest’ultimo finisse già dal Morandi. Le conclusioni dei periti si basano su tre tipi di verifiche: “Un’eventuale manovra di deviazione della traiettoria del tir, necessaria affinché sul coil possa agire un’accelerazione trasversale alla direzione di avanzamento del veicolo che possa provocare la rottura delle cinghie e la caduta del coil per rotolamento, è incompatibile con le dimensioni della carreggiata – scrivono – pur ammettendo che il veicolo si sposti sulla corsia di sorpasso e rientri su quella di marcia prima dell’inizio del crollo, eseguendo una manovra con elevati valori della velocità di sterzatura, i valori dell’accelerazione centrifuga sarebbero significativamente inferiori a quelli necessari per attivare il moto del coil in direzione trasversale”.

In secondo luogo: “I fotogrammi del video Ferrometal evidenziano che: a. affinché il tir e la bobina siano visibili dalla telecamera è necessario che essi si trovino sempre sulla corsia di marcia perché, spostandosi sulla corsia di sorpasso, essi sarebbero coperti dal New Jersey e dal mancorrente che ne ostacolerebbero la vista; b. Nel fotogramma 1513 è visibile il tampone 10 al momento del crollo, sul quale sono visibili due sagome che corrispondono in posizione a quelle della cabina della motrice e al coil; c. la ricostruzione della traiettoria del tir conferma che esso ha proseguito la sua marcia in rettilineo senza alcuna deviazione.

Infine, “La posizione a terra del semirimorchio e del coil sono pienamente compatibili con l’ipotesi che i due corpi siano precipitati entrambi insieme fino a giungere al suolo, dove il coil è traslato verso destra sfondando le sponde laterali nella parte posteriore del semirimorchio”.

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