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Perchè arriva il Natale! La storia di “Sloby”, dalla Russia con amore…

"La musica mi ha salvata... Ho un sogno nel cassetto e una canzone di Natale che dedico all'Italia"

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Oggi Valentina Sloboda, in arte “Sloby”, vive ad Andora e gestisce un bar ad Alassio, è sposata con un italiano e ha due bellissimi bambini, ma la sua è una storia che ha il sapore della favola e un percorso che l’ha portata dal freddo della Russia a giungere in Liguria attraverso tante vicissitudini.

sloby storia natale

“L’Italia è il mio Paese, amo la Liguria che mi ha protetta e accolta e mi ha regalato quel sole dentro che mi mancava. Amo la Russia, è sempre il mio Paese, lì però la vita è stata molto complicata e troppo dolorosa per me, io nel sangue mi sento italiana”. Inizia con queste parole Sloby per descrivere la sua storia, una favola nata triste che diventa attraverso la musica una bellissima storia di riscatto e speranza.

Ma la sua è una lunga storia. Sloby arrivò in Liguria fin da bambina. Il primo viaggio, una vacanza insieme ad altri 80 bambini russi provenienti dall’orfanotrofio, che si fermano in Liguria per tre mesi di vacanza, ospiti di famiglie italiane. Dal freddo di un orfanotrofio russo scopre il calore del sole italiano e l’amore di tante famiglie che la ospiteranno anche nel corso negli anni successivi, da Genova ad Andora insieme agli altri 4 fratellini. Fino ai 15 anni vive questa esperienza in varie famiglie, poi dai quindici ai venti resta in Russia dove termina gli studi. Ritorna in Italia ospite di una famiglia di Andora che l’aveva ospitata quando era piccola e con cui era sempre rimasta in contatto epistolare, una coppia senza figli che la vuole e la ama.

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Ma partiamo dall’inizio, dalla sua vita di bimba in Russia. Aveva solo sette anni Sloby quando venne portata insieme ai suoi fratellini in un orfanotrofio russo. Una famiglia devastata dietro le spalle: “I miei genitori erano alcolisti, non avevano il tempo per noi, dall’orfanotrofio ho provato a scappare due volte, ero di carattere chiuso, non parlavo, ma ho avuto una via d’uscita a questa sofferenza quando una maestra mi ha insegnato a suonare il pianoforte”.

Nasce da questo strumento magico il riscatto di Sloby bambina, un pianoforte con cui ha creato un legame indissolubile. “Avevo otto anni e da allora non ho mai più smesso di suonare. Comunico attraverso lo strumento, tutte le mie canzoni rispecchiano i sentimenti e le emozioni che provo e so descrivere solo suonando, una forma di psicoterapia ancora oggi che sono adulta e mamma. Avrei potuto prendere strade sbagliata, come è accaduto a tanti ragazzi dell’orfanotrofio, ma la musica mi ha aiutata a resistere, a vivere a sognare. Ho scritto una quindicina di canzoni e alcune le ho pubblicate su varie piattaforme e su you tube, ora vorrei realizzare il mio sogno. Vorrei che il grande pubblico potesse conoscerle e amarle”.

Un sogno nel cassetto e come compagna la musica, quella che ha reso una bambina triste una donna felice, come lei si descrive. Oggi felice e ricca di amore.

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