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Pd: “La Liguria e il savonese non perdano le risorse europee per la decarbonizzazione”

"Cogliere una opportunità importante per la riconversione di impianti e centrali"

“La Liguria non si faccia scappare la grande opportunità offerta dal Just Transition Fund e cioè le risorse stanziate dalla Comunità Europea a sostegno dei territori interessati dalle trasformazioni economiche e sociali dovute all’abbandono del carbone. Nella nostra regione sono tre le province sono interessate da questo fenomeno”. A chiederlo è un ordine del giorno presentato dal Gruppo del Pd in Regione Liguria.

Il “Fondo per la transizione giusta”, come riporta il sito dell’Unione europea, è uno strumento a sostegno della “diversificazione economica e della riconversione dei territori interessati”, che favorisce “gli investimenti produttivi nelle piccole e medie imprese, la creazione di nuove imprese, la ricerca e l’innovazione, il risanamento ambientale, l’energia pulita, la qualificazione e riqualificazione dei lavoratori, programmi di assistenza nella ricerca di un impiego e di inserimento attivo di chi è in cerca di occupazione, nonché la trasformazione degli attuali impianti ad alta intensità di CO2, qualora tali investimenti comportino una riduzione sostanziale delle emissioni e la protezione dei posti di lavoro”.

L’ordine del giorno del Gruppo consigliare del Partito Democratico ricorda che “il PNIAC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima), il cui testo definitivo è stato pubblicato il 21 gennaio 2020, prevede un radicale cambiamento nella politica energetica del nostro Paese, indirizzando le proprie azioni verso la de carbonizzazione”.

L’obiettivo di questo Piano, interviene il consigliare regionale del Pd e vicepresidente della Commissione Ambiente Davide Natale “è assicurare, durante questa fase di transizione, la piena sostenibilità ambientale, sociale ed economica dei territori interessati. Nella nostra Regione ci sono 3 centrali, due delle quali ancora in attività, che producono energia elettrica utilizzando il carbone come combustibile: gli impianti della Spezia e di Vado (Savona), che sono oggetto di progetti di trasformazione e quello di Genova, destinato alla dismissione. Parliamo di tre centrali che in questi anni hanno avuto impatti ambientali rilevanti. E già adesso assistiamo a una forte riduzione del personale impiegato, sia quello diretto, sia quello indiretto, con gravi ripercussioni sul tessuto economico e sociale della nostra Regione. Visto che questi territori stanno pagando un alto prezzo dal punto di vista occupazionale crediamo sia fondamentale cogliere quest’opportunità in arrivo da Bruxelles”.

Naturalmente, precisa il capogruppo del Partito Democratico ligure Luca Garibaldi “è necessario bonificare i siti delle centrali liguri e affrontare la transizione energetica, assicurando prospettive di sviluppo per i territori che per decenni sono stati sede di questi impianti a carbone. Proprio per questo – conclude Garibaldi – crediamo sia importante estendere a questi tre territori l’applicabilità del Just Transition Fund. La Giunta Toti si attivi affinché le province di Genova, La Spezia e Savona possano beneficiare delle risorse messe a disposizione dall’Europa”.

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