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Nuovo Dpcm, oggi la firma: Capodanno in casa, cenone ristretto, deroghe per i familiari

In arrivo possibili eccezioni per gli spostamenti, confermata la linea dura su ristoranti e impianti sciistici

Liguria. Sarà il nuovo Dpcm ratificato oggi dal Governo a stabilire le regole che influenzeranno la vita degli italiani nel periodo delle feste di Natale e oltre. Il decreto legge approvato ieri dal governo, oltre a fissare la stretta sugli spostamenti tra regioni e comuni, costituisce la “cornice normativa” che permette a Conte di applicare nuove restrizioni che potranno restare in vigore fino a 50 giorni e derogare al sistema della divisione in tre fasce di rischio che rimarrà comunque in piedi.

Stop totale agli spostamenti tra regioni dal 21 dicembre al 6 gennaio (a prescindere dai colori delle zone) e divieto di uscire dal proprio comune di residenza il 25 dicembre, il 26 dicembre e il 1° gennaio. È quanto prevede il decreto legge. Sarà possibile raggiungere il proprio domicilio o residenza ma c’è il divieto esplicito di muoversi per raggiungere le seconde case fuori regione (o fuori comune, nei giorni in cui vige il divieto). Sarà sempre possibile spostarsi con l’autocertificazione per ragioni di salute, lavoro o necessità.

Deroghe sugli spostamenti?

Ed è proprio sulle eccezioni che il governo si sta ancora confrontando. Tra gli appelli arrivati dalle Regioni c’è quello di consentire almeno i ricongiungimenti tra familiari nel periodo di Natale. Il paradosso generato dal decreto legge, ricordato anche da Toti, è che genitori e figli residenti in comuni adiacenti non potrebbero riunirsi nemmeno il 25 dicembre. La possibilità di visitare i parenti stretti potrebbe essere quindi inserita tra le “ragioni di necessità”. Di seguito le altre anticipazioni emerse finora.

Il cenone

Fermo restando che il governo non può intervenire su quello che accade nelle abitazioni private, il Dpcm conterrà una “forte raccomandazione” a limitare il numero di persone non conviventi nella stessa abitazione, probabilmente non più di dieci.

Il coprifuoco

Sarà confermato il divieto di spostamento dalle 22 alle 6 in tutta Italia, anche alla vigilia di Natale e nella notte di San Silvestro. Nessuna deroga per la messa di mezzanotte che probabilmente verrà anticipata alle 20 con una disposizione della Cei.

Bar e ristoranti

Rimarranno in vigore le stesse regole valide oggi: via libera alla somministrazione solo nelle regioni in zona gialla, chiusura alle 18, asporto fino alle 22. Non dovrebbero esserci ulteriori strette sui pranzi di Natale e Santo Stefano mentre si parla con insistenza di uno stop ai ristoranti degli hotel nella sera del 31 dicembre per evitare veglioni “clandestini”.

Scuola

Una parte della maggioranza di governo insiste per il ritorno sui banchi alle superiori già dal 14 dicembre, ma alla fine dovrebbe prevalere la linea delle Regioni che chiedono una proroga della chiusura fino alle vacanze natalizie per poi riaprire il 7 gennaio dopo aver affrontato il nodo del trasporto pubblico.

Impianti sciistici

Nessuna indulgenza, gli impianti rimarranno chiusi nonostante governatori e operatori del settore avessero proposto un pacchetto di linee guida per prevenire il contagio. Salta anche l’ipotesi di un coordinamento europeo per evitare la concorrenza sleale di altri Paesi: ognuno deciderà per sé. Per questo si potrebbe decidere per la chiusura delle frontiere verso Paesi confinanti dove gli impianti sono aperti, ad esempio la Svizzera. Rimarranno però aperti gli alberghi di montagna.

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