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Nuovo Dpcm, attesa per domani la firma. Toti: “Natale cupo e blindato? Spero sia giustificato”

Stanotte la firma del decreto legge che farà da cornice alle nuove restrizioni. Poi nuovo confronto con le Regioni

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Regione. Dovrebbe arrivare domani la firma del nuovo Dpcm che fisserà le regole per le prossime festività natalizie. Che si tratterà di un Natale blindato (così come anche Santo Stefano e Capodanno) è praticamente certo, ma il Governo prima di emanare il decreto si consulterà ancora una volta con le Regioni.

Il confronto è fissato per domani pomeriggio, mentre al mattino si riunirà ancora una volta la Conferenza delle Regioni per tentare qualche ultima controproposta in extremis. Se è ormai chiaro che non ci si potrà spostare tra le Regioni anche gialle nei giorni delle festività, ancora in via di confronto all’interno dello stesso Governo il divieto di spostamento dal proprio comune, così come la chiusura dei ristoranti il giorno di Natale visto che l’ala meno oltranzista della maggioranza ritiene che il pranzo al ristorante – che deve rispettare regole ferree – sia più sicuro di quello a casa.

“Tra oggi e domani dovrebbero essere adottati un decreto legge e un conseguente Dpcm con le regole per le festività – ha affermato il presidente della Regione Giovanni Toti – Ci auguriamo come regioni che alcuni dei suggerimenti che abbiamo dato nei giorni scorsi vengano considerati e, visto che si tratta ancora di limitazioni alla libertà di impresa e alla libertà di movimento dei cittadini, che le misure siano proporzionate alla situazione di una pandemia in decrescita; che si possano avere misure eque nelle regioni che, come la nostra, sono partite prima con la prevenzione e che oggi si trovano con RT in costante calo tra 0,7 e 0,8. Domani già in mattinata si riunirà la conferenza regioni e poi ci sarà il confronto con il Governo”.

Tra gli altri nodi gli impianti sciistici: saranno chiusi per tutti oppure aperti solo ai residenti. E quanto dureranno le misure? E la scuola? Quando riaprirà. Le risposte dopo l’ennesimo confronto avviveranno nella giornata di domani.

Questa sera/notte invece il consiglio del ministri approverà il decreto legge all’interno del quale inserire il Dpcm di domani che conterrà sostanzialmente la cornice “normativa” per consentire le nuove restrizioni.

L’idea di un Natale cupo, grigio, chiuso anche in zone che stanno rialzando la testa dal Covid in questo momento spero sia ben giustificata perché il danno che produciamo è molto elevato – ha aggiunto Toti in vista delle nuove misure – Aspettiamo di vedere l’impianto normativo che il governo deciderà. Le Regioni hanno presentato ieri un documento che chiede al governo una semplificazione sui criteri di classificazione delle zone, di tenere conto della situazione di concorrenza degli altri paesi europei in un’ottica di concorrenzialità e di mettere a punto provvedimenti mirati a evitare assembramenti, ma di tenere un equilibrio tra le esigenze sanità e le esigenze di un paese stremato, con cinque milioni di nuovi poveri. Abbiamo chiesto ristori importanti e in generale di avere equilibrio tra le esigenze sanitarie ed economiche. C’è divergenza su alcune posizioni, ma ci auguriamo che si possa arrivare a una sintesi che tenga conto delle esigenze dell’economia, dei cittadini, delle famiglie e di tutti quelli che nelle festività vorrebbero incontrarsi. Credo siano riflessioni condivisibili da tutti, il desiderio di incontrare amici e parenti fa parte del desiderio di socialità. Non stiamo parlando di veglioni o trenini”.

Per quanto riguarda l’evoluzione dell’epidemia in Liguria, nel corso della conferenza stampa quotidiana Toti ha affermato: “Si conferma il trend in discesa dei contagi. Il flusso delle dimissioni è sempre costante e cala in doppia cifra. Anche le terapie intensive continuano a calare: ci auguriamo di scendere presto sotto le 100, come dovremmo scendere sotto i mille ricoverati complessivi. Oggi abbiamo riunito tutti i direttori generali insieme ai coordinatori dei dipartimenti interregionali per fare il punto sulla ripartenza di molte specialità mediche che avevamo bloccato nel momento più drammatico della seconda ondata. Stiamo riaprendo reparti in tutta la regione. In questi ultimi giorni solo al San Martino sono tornati alla normalità una medicina da 36 posti, una pneumologia da 20, una chirurgia da 20. Nei prossimi giorni, se il numero dei ricoverati continua a scendere, ci saranno altre riaperture per un totale di ulteriori 48 posti”.

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