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Nuovo carcere, il Sappe: “Soddisfatti per l’interessamento ma proclami a parte il carcere si fa o non si fa?”

Il Sappe confida "nella serietà politica degli esponenti parlamentari liguri e mai come ad oggi devono avere questo obiettivo comune"

Liguria. “E’ una cosa positiva che si torni a parlare di un nuovo carcere a Savona. Come primo sindacato della Polizia Penitenziaria esprimiamo il nostro apprezzamento e siamo pronti a dare il nostro contributo”.

Così il Sappe risolleva la questione sul carcere savonese: “Abbiamo sempre detto che chiudere il Sant’Agostino di Savona è stato un grave errore, che ha scontentato tutti (poliziotti, detenuti, familiari), ha penalizzato il territorio savonese e vanificato la territorialità della pena a cui spesso si fa riferimento”.

“Avrebbe avuto un senso chiudere il Sant’Agostino se e quando fosse stata disponibile una nuova struttura detentiva, di almeno 300 posti letto, per la quale sembra da tempo esserci la volontà di individuarla in un’area della Valbormida – continuano dal Sappe – Bene, dunque, che si torni a parlare di un nuovo carcere in città, ma dal Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede vogliamo parole chiare, un impegno concreto e fondi in tempi brevi”. Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri.

La segreteria regionale del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria della Liguria si interroga circa le dichiarazioni dell’onorevole Franco Vazio pubblicate anche da IVG.it riguardanti il nuovo istituto penitenziario “made in Savona”.

Michele Lorenzo, segretario regionale del Sappe, ricorda quanto “è tutt’ora difficile gestire la situazione degli arrestati della provincia di Savona che crea innumerevoli disagi a tutte le forze di polizia operanti sul territorio oltre ad un dispendio di denaro pubblico e di risorse umane costringendo gli istituti di Genova Marassi e di Imperia ad un sovraffollamento che produce effetti negativi su tutto il sistema”.

“Temi già ampiamente evidenziati dal Sappe sin dal lontano 2015 anno in cui si decise la chiusura del vecchio sant’Agostino, come organizzazione sindacale non abbiamo mai abbassato l’interesse sul tema carcere, per noi era e resta impensabile che Savona sia l’unica provincia in Italia a non avere un istituto di pena. Questo innesca un’ulteriore ricaduta negativa sia sui famigliari dei detenuti, sugli avvocati, per la magistratura, per tutto quel corposo mondo che orbita intorno al carcere. Dimenticando invece gli aspetti positivi che un carcere produce sul territorio”.

“Ora – auspica il Sappe – speriamo che questa nuova apertura d’interesse sulla Savona penitenziaria, rianimato il 2 dicembre scorso con l’interrogazione parlamentare degli onorevoli Foscolo e Di Muro e con l’intervento dell’onorevole Vazio, possa concludersi positivamente (il vecchio istituto è abbandonato a se stesso quando sarebbe potuto riqualificato ed utilizzato per gli arrestati o per le emergenze, un carcere non carcere insomma). Ci fa strano che nel decreto del nuovo piano di edilizia penitenziaria 2019 (art. 7 legge 12 dell’11 febbraio 2019) presentato dal ministro della Giustizia Bonafede e dal ministro delle infrastrutture Toninelli, che si conclude il 31 dicembre 2020, si preveda la riconversione in carceri di vecchie caserme oltre all’adeguamento di vecchie strutture penitenziarie per un aumento di 5000 posti detentivi, oltre alla costruzione di due nuovi istituti di pena: Forlì e Nola (NA) per 1450 posti. Allora la domanda nasce spontanea: Ma Savona?”

Il Sappe confida “nella serietà politica degli esponenti parlamentari liguri e mai come ad oggi devono avere questo obiettivo comune. Il carcere non deve essere un terreno di scontro politico bensì un punto d’interesse di tutti e sul punto il Sappe chiede chiarezza anche agli amministratori locali circa l’intenzione di avere o non avere un carcere sul loro territorio, per questo il Sappe Liguria si rende disponibile a partecipare ad un incontro con le istituzioni annunciato da Vazio”.

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