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Nuovo Carcere, Ferraro e Ravera: “No alla Valbormida, sì a Savona città”

"Sarebbe inopportuno costruirlo nelle aree dell'ex-Acna di Cengio, al centro di un disastro ambientale di grandi proporzioni nei passati decenni, e solo di recente bonificata"

Savona. Il nuovo carcere? Non in Valbormida ma Savona. Ne sono convinti Fabrizio Ferraro, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, e Marco Ravera, consigliere comunale di “Rete a Sinistra-Savona che vorrei”.

“Nelle ultime settimane si è tornato a parlare con insistenza del nuovo carcere. Dalla chiusura del Sant’Agostino, infatti, la provincia di Savona è rimasta senza casa circondariale. Un’assenza pesante, che ha causato problemi di sovraffollamento delle strutture degli altri circondari, incrementato i tempi di spostamento dei detenuti in vista delle udienze, aggravato il lavoro della polizia penitenziaria e generato disagi per i familiari dei detenuti stessi”.

“Per tutte queste ragioni riteniamo importante la realizzazione del nuovo carcere della nostra provincia, peraltro prevista per legge; non condividiamo tuttavia la possibile scelta della Val Bormida, e quella di Cengio in particolare. Ci sembrerebbe irragionevole per la distanza dalla città capoluogo e dal tribunale, con difficoltà per agenti e parenti dei detenuti, e renderebbe molto più difficile il rapporto con il volontariato e con i servizi”.

“Sarebbe, infine, inopportuno costruirlo nelle aree dell’ex-Acna di Cengio, al centro di un disastro ambientale di grandi proporzioni nei passati decenni, e solo di recente bonificata (ma sul completamento della bonifica e sulla possibilità di edificarvi esistono pareri anche molto critici). Per questo rilanciamo l’idea di trovare una collocazione consona e sicura nella città di Savona e sollecitiamo la Giunta comunale ad attivarsi in tal senso. Non vi è nulla di sbagliato o di punitivo ad ospitare il carcere, ed è necessario tutelare i diritti sia dei detenuti con le loro famiglie, sia degli agenti di polizia penitenziaria”.

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