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Nuovo carcere a Savona, l’ex vicesindaco Di Tullio: “Errore chiudere Sant’Agostino senza alternative”

E sul palazzo di giustizia di Via XX Settembre l'ex amministratore afferma: "Andrebbe abbattuto e rifatto"

Savona. “Con un comunicato dai toni entusiasti, anzi, direi euforici, l’On. Vazio informa i savonesi dell’esito di una riunione organizzata dal presidente della Provincia e alla quale hanno partecipato tutti i parlamentari di Lega e 5 Stelle di Savona, oltre a numerosi sindaci, tra cui quello di Savona. Grazie a quella riunione, sempre secondo Vazio, tutti d’accordo, si sarà finalmente in grado di presentare una proposta al Ministero di Giustizia, sull’area da individuare per la costruzione del nuovo carcere della Provincia di Savona“. A parlare, in una nota, è l’ex vicesindaco della città della Torretta Livio di Tullio.

“Leggendo più volte l’entusiasmante comunicato dell’esponente del PD – spiega – della proposta (ovvero dell’area individuata) non c’è traccia alcuna, tranne per l’area di Piazza del Popolo a Savona, tra l’attuale Palazzo di Giustizia di Via XX Settembre e il Letimbro. In quell’area, secondo l’attuale Presidente del Tribunale di Savona e secondo l’attuale Procuratore della Repubblica, dovrebbe sorgere il nuovo carcere di Savona. Su questa proposta estremamente precisa non è dato sapere se l’On. Vazio del PD, i parlamentari della Lega e dei 5 Stelle, il sindaco di Savona, il Presidente della Provincia, ovvero i massimi rappresentanti di noi cittadini savonesi, sono d’accordo o meno”.

“Eppure hanno tutti gli elementi per valutare di cosa si sta parlando (o, almeno, si spera). Nell’ordinamento penitenziario del nostro Paese, con casa circondariale si intende un Istituto di pena (un carcere) presente in ogni Provincia sede di un Tribunale, destinato ad ospitare le persone detenute in attesa di giudizio e quelle condannate a una pena inferiore ai cinque anni o con un residuo di pena da scontare inferiore ai cinque anni – afferma l’ex vicensidaco savonese -. Secondo il SAPPE, uno dei Sindacati degli agenti di polizia penitenziaria, in un articolo sulla Stampa del 5 Dicembre 2020, nel quale, giustamente, si ricordava l’errore di chiudere Sant’Agostino senza una alternativa sul territorio, la nuova Casa Circondariale (il nuovo Carcere) doveva poter ospitare ‘almeno’ 300 posti letto (trecento). Si sa, i sindacalisti esagerano sempre. Da ex appartenente alla categoria faccio ammenda anche per gli ex colleghi. Ma non in questo caso. Infatti, le previsioni del Ministero nel progetto per il Carcere di Passeggi sono di 250 posti letto”.

“Se, per curiosità, si va a vedere il progetto della nuova casa circondariale di Forlì, situazione del tutto analoga a quella savonese, con il vecchio carcere che non è stato chiuso, in un edificio storico fatiscente e con 398.000 abitanti (contro i 280.000 della Provincia di Savona) sono previsti 250 posti letto. Per dare una idea delle dimensioni, il vecchio carcere Sant’Agostino, secondo l’Associazione Antigone, ospitava 30 detenuti, nei momenti migliori ovvero di bassa presenza di detenuti. Il caso di Forlì è particolarmente interessante perché è in costruzione su un’area pianeggiante (anche se in periferia) simile a Piazza del Popolo – continua Di Tullio -. Quindi può essere paragonato all’ipotesi di costruire in Piazza del Popolo. Area di Piazza del popolo che, per non essere esondabile, deve essere ridotta di 15 metri sul lato del Letimbro”.

“Insomma, a occhio e croce la proposta di costruire un carcere di 250 posti letto (questo servirebbe secondo il Ministero) con annessi servizi, aree asservite, parcheggi riservati ecc in Piazza del Popolo, ovvero in centro città, pare del tutto non ricevibile – afferma ancora l’ex amministratore comunale -. Per Vazio, Ripamonti, Foscolo, Valente, Sindaco e Presidente della Provincia può invece essere inserita tra le ipotesi da presentare al Ministero della Giustizia. Incredibile, quindi, che i nostri massimi rappresentanti la prendano anche solo in esame e non esprimano con nettezza il loro dissenso. Dovere dei rappresentanti dei cittadini è anche dire di no, quando le proposte sbagliate vengono da poteri molto forti come Presidente del Tribunale e Procuratore della Repubblica”.

“Infine, mi si permetta di dire che il problema della giustizia a Savona è soprattutto quel secchio bucato che è l’attuale Palazzo di Giustizia di Via XX Settembre, che dovrebbe essere abbattuto e rifatto. Quello bisognerebbe chiedere con forza al Ministero per il futuro della nostra Città e della nostra Provincia. In un progetto di ampio respiro si potrebbe certamente prendere in esame la contestuale realizzazione di una Casa circondariale con modeste dimensioni rispetto alle attuali previsioni. Questo dovrebbe essere il progetto per entusiasmarsi, un’occasione per unire forze politiche e Cittadini, pensare davvero al futuro – conclude -. Anche perché verrà il giorno in cui, in questo Paese, si capirà che il sovraffollamento delle carceri non si risolve con nuove carceri, ma mettendo in galera le persone veramente pericolose e sviluppando tutte le misure alternative alla detenzione, come si fa nei Paesi civili”.

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